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Cronaca Foggia

Annibale Carta ucciso a Foggia, il legale della famiglia: «Chiunque abbia informazioni, collabori»

«Ogni contributo può risultare determinante per assicurare alla giustizia l’autore di questo atto criminale e restituire alla famiglia di Dino la verità che merita». È l’appello dell’avvocato Michele Vaira, che assiste la famiglia di Annibale Carta, detto Dino, il personal trainer 42enne ucciso a Foggia con quattro colpi di pistola mentre era per strada.

Il legale si rivolge «a chiunque sia in possesso di informazioni utili alle indagini, anche apparentemente marginali, affinché si rivolga con fiducia ai Carabinieri del Comando provinciale di Foggia o in alternativa a questo studio legale».

Vaira ringrazia per «l’ondata di affetto e di solidarietà che ha investito la famiglia Carta» a testimonianza del fatto «che chiunque abbia conosciuto Dino già sapeva: era un giovane dalla vita specchiata, un grande lavoratore – scrive il legale – un marito e un padre esemplare, una persona amata e stimata da tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo».

L’avvocato sottolinea che «la famiglia ripone la più totale fiducia nell’operato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e dei Carabinieri del Comando provinciale, certi che le indagini in corso sapranno fare piena luce su questo terribile delitto e individuare il responsabile, o i responsabili, di un gesto tanto efferato quanto inspiegabile. Chi ha commesso questo crimine – aggiunge – ne pagherà le conseguenze, nelle forme e nei tempi che la legge e la giustizia sapranno determinare».

Un appello è rivolto anche agli organi di informazione «affinché continuino a tenere alta l’attenzione su questo gravissimo fatto di cronaca» e «al contempo chiedo che l’attività giornalistica si svolga nel pieno rispetto della riservatezza e della dignità della famiglia Carta, in particolare delle figlie minori, evitando ogni forma di spettacolarizzazione del dolore e ogni intrusione nella sfera privata dei congiunti della vittima».

Ieri sera, intanto, in tanti hanno partecipato alla veglia di preghiera davanti al luogo dove Annibale Carta è stato ucciso. Sul marciapiede dove si è accasciato senza vita sono stati deposti mazzi di fiori. Tanta gente in lacrime ha acceso dei lumini creando un cerchio. Presente anche la sindaca Maria Aida Episcopo e alcuni familiari della vittima.

«Ci incontravamo mattina presto, in tutti gli orari in cui si portano a spasso i cani, era fantastico anche con gli animali, persona rispettosa, gli volevano bene tutti», ha detto una donna che conosceva bene Dino.

«Mi ha sconvolto. Non ho ancora avuto il coraggio di andare dalla famiglia – racconta don Filippo Tardio, parroco della vicina chiesa di San Giuseppe Artigiano -. Quando c’è di mezzo la violenza, quando scorre il sangue è qualcosa che mi prende dentro, sul serio sono senza parole. Dino non lo conoscevo bene. Ho avuto incontri con lui, in procinto del 50esimo di matrimonio dei genitori, però l’impressione che ne ho ricavato è di una persona a modo, perbene, con cui si poteva scherzare, una bravissima persona».

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