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A Foggia una moschea da diecimila posti, la proposta nel primo giorno di Ramadan: «Ci rende liberi»

Sono circa diecimila i fratelli e le sorelle musulmane che in provincia di Foggia potrebbero frequentare assiduamente una moschea. L’iter per la edificazione di una moschea è stato avviato per il capoluogo nei giorni scorsi, il Comitato, si è registrato il 12 febbraio all’Agenzia delle Entrate, e coordinerà il percorso istituzionale per la costruzione della futura moschea, dichiarando di voler operare nel pieno rispetto degli articoli 8, 19 e 20 della Costituzione e delle procedure previste dal ministero dell’Interno.

La mappa italiana

In Italia sono presenti soltanto otto moschee ufficialmente riconosciute, situate a Roma, Milano (Segrate), Catania, Colle Val d’Elsa, Ravenna, Forlì, Albenga e Palermo.

Nella parte dello Stivale sotto Roma c’è solo la Sicilia con Catania e Palermo dove è intervenuta l’ambasciata marocchina. Accanto a queste, esistono oltre 1.200 centri islamici e Sale di Preghiera. In Capitanata ci sono sale a Foggia, in via Tratturo Castiglione e un locale in via Isonzo, a Orta Nova e San Severo.

La finalità

Secondo i promotori, gli oltre diecimila cittadini musulmani residenti in città e provincia -provenienti da 32 Paesi – non dispongono ancora di uno spazio conforme agli standard di sicurezza e dignità previsti dalla normativa italiana. Il progetto architettonico prevede non solo aree ma anche spazi dedicati.

«Procederemo con la richiesta al ministero dell’Interno, solo dopo avvieremo la raccolta fondi tra i fratelli e le sorelle. Aspetteremo poi che il Comune individui per noi un’area idonea su cui costruire una nuova struttura o riqualificarne una esistente comunale», spiega Mainul, arrivato a Foggia da Bari e attuale responsabile del centro di culto e componente del Comitato. «Noi siamo tutti musulmani moderati, la nostra è una religione pacifica, la moschea rende libere le persone e non si è mai verificato nessun incidente nelle moschee».

Nutrito l’elenco geografico che trova rappresentanza nella città capoluogo, con persone che arrivano da Afghanistan, Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia ed Erzegovina, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Ghana, Giordania, Guinea, Guinea Bissau, Indonesia, Iran, Iraq, Kosovo, Libano, Macedonia del Nord, Mali, Marocco, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sudan, Togo, Tunisia e Turchia.

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