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A Foggia il minor numero di laureati, la povertà incide sull’istruzione. Male anche Brindisi

Il divario sociale, la condizione economica di partenza influenza ancora il livello di alta istruzione. L’Italia è ultima in Unione Europea per numero di laureati under 40 (con una quota del 31,6%, rispetto al 44% di media europea).

Il record di Foggia

In Puglia c’è un primato, quello di Foggia, città seconda solo a Siracusa per il minor numero di laureati, solo il 15% dei foggiani ha un titolo di studio nel terziario. A dirlo sono i dati che arrivano dall’Istat, elaborati dalla fondazione “Con i Bambini”.

I motivi di questa tendenza sono le disparità sociali e l’origine familiare che assumono un’importanza fondamentale, nel foggiano (secondo solo a Siracusa). Al terzo posto della classifica per un numero ridotto di laureati c’è Brindisi, solo il 18,5% è laureato. Segue Reggio Calabria (18,6%) e Benevento (18,9%) che mostrano una quota di laureati leggermente superiore, anche se restano sotto la soglia di un laureato ogni 5 residenti con meno di 40 anni. E infine raggiungono invece questa soglia le province di Imperia (20,1%), Sud Sardegna (20,1%), Crotone (20,2%), Cuneo (20,3%) e Barletta-Andria-Trani (20,7%), pur restando molto lontane dalla media nazionale pari al 30,9% nel 2024.

Le motivazioni

Ragazzi e ragazze sono dunque molto influenzati dalla situazione di partenza, secondo l’Istat infatti oltre 2 giovani su 3 (67,1%) con alle spalle una famiglia in buona condizione economica hanno il desiderio di affermarsi, di andare all’università. Hanno grandi sogni. Mentre se la condizione economica è ritenuta negativa la quota scende a meno della metà del totale (46%).

Il Rettore: «Prevedibile»

Il Rettore dell’Ateneo di Foggia, Lorenzo Lo Muzio non si dice meravigliato: «Se lo leghiamo alla situazione economica, è un dato che non mi sorprende – afferma – basti pensare che metà degli studenti del nostro ateneo, non pagano le tasse, avendo famiglie con un reddito molto basso». Lo Muzio aggiunge: «nello stesso tempo, stiamo provando a fare di tutto per rilanciare l’ateneo. I dati degli iscritti aumentano, ma molti studenti arrivano da fuori regione, per stare da noi, dove magari alcuni costi, come vitto e alloggio costano meno delle grandi città».

I sindacati

Neanche i sindacati sono sorpresi: «Foggia ha il tasso di disoccupazione più alto della regione, il 18% e quello di occupazione fermo al 47,7 per cento», afferma Gianni Palma, segretario generale Cgil Foggia. E aggiunge: «Qui è altissimo anche il tasso di inattività, il 41,5 per cento». Ed è chiaro che il dato risente anche del numero più alto di giovani che escono prematuramente dal sistema educativo, causando così un minore accesso alla laurea rispetto al Nord. «Va aggiunto che in territori dove la domanda di lavoro con alte competenze è scarsa, appena il 5,7% dei contratti attivati nel 2024: pare che la laurea sia inutile. Occorrerebbe investire sul diritto allo studio e sull’innovazione», conclude Palma.

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