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Dopo la Prima – Raffaele Gervasio: il musicista barese che fece dialogare teatro, cinema, radio

Dopo la Prima – Raffaele Gervasio: il musicista barese che fece dialogare teatro, cinema, radio
(Foto Wikipedia)

Si è appena concluso, giovedì, il concerto della Orchestra-ICO di Bari al cui centro c’era il Concerto per violino di Raffaele Gervasio. È bene quindi richiamare la vita di un musicista come Raffaele Gervasio (Torre a Mare/Bari 1910 – Roma 1994) definito compositore «moltiplicato» per la complessità delle sue esperienze, a partire dalla formazione in loco quando, nel 1925, fu tra gli allievi di violino della famosa Gioconda De Vito nell’appena nascente liceo musicale di Bari.

«Lelluccio» dopo il diploma frequenta il perfezionamento con Respighi al Conservatorio di S. Cecilia a Roma. Qui segue il corso di avviamento alla Musica per riproduzione (cinema, radio) in quella che poi sarà chiamata «musica applicata» (vedi Ennio Morricone) e vi si dedica lavorando per la radio, il teatro, il cinema e la televisione: tante musiche di scena per spettacoli di prosa, sigle per produzioni cinematografiche e trasmissioni radiofoniche e televisive (la sigla della ancora oggi indimenticato Carosello).

Particolare rilievo fu appunto Carosello napoletano, grande spettacolo teatrale del 1950 rappresentato in tutto il mondo e per il quale gli venne attribuita al festival di Cannes la «Maschera d’argento» per la musica. Nel 1954, a seguito di quel grande successo, Carosello napoletano fu poi trasportato sugli schermi cinematografici con la integrale sua mirabile colonna sonora. Un’altra svolta della sua molteplicità professionale la rinveniamo nel 1967 quando, su richiesta dell’amico Nino Rota, Gervasio assume la cattedra di Composizione al Conservatorio di Bari avendo come allievi Rino Marrone, Paolo Lepore, Nicola Scardicchio, Adriano Cirillo; poi nel 1969 passa alla direzione del nuovo Conservatorio di Matera laddove sperimentò, con enorme seguito degli alunni musicisti in formazione, una sua didattica applicata ad ogni singolo strumento, capace di tramutare gli spesso noiosi esercizi in pagine fascinose e utili in tutto. Non a caso l’Auditorium materano del Conservatorio «Duni» è intitolato proprio a Raffaele Gervasio. Nel 1978 venne eletto Accademico di Santa Cecilia.

Il Concerto per violino op. 70 risale al 1966 e oggi, 2026, lo si è ascoltato perché eseguito dal giovane e straordinario Paride Losacco. È questo un lavoro interessante e unico del nostro «moltiplicatore», in quanto Gervasio abbraccia la tecnica dodecafonica ma con interessanti varianti che rendono il suo ascolto fruibile anche per orecchie non allineate alla oggettiva, ardua complessità della musica schoenberghiana.