Nel 1967 una spettacolare edizione della Mostra del Cinema di Venezia assegnò il Leone d’Argento a due film che dovrebbero essere rigirati oggi con un titolo modificato.
Marco Bellocchio ci ha detto che «la Cina è vicina». Jean-Luc Godard, invece, ci ha presentato «La Chinoise»: per completare il trittico, il leone d’oro è stato donato a «Belle de jour» di Luis Buñuel, che ha «sdoganato» cinematograficamente il piacere del sesso anche per le donne.
Nel caso di Bellocchio era la noiosa e parassitaria borghesia cittadina a essere minacciata dalla Cina, sotto forma di una famiglia troppo ricca e troppo soddisfatta dei suoi benefici per sforzarsi di comprendere i tempi. La borghesia, quando non compie rivoluzioni, affidandosi a banchieri e classi popolari, è convinta che l’ultimo ordine raggiunto rimarrà lì per sempre. Vedi gli Usa oggi. Bellocchio disse loro di non illudersi perché la Cina (metafora della società totalmente diversa, vedi di nuovo Usa) era vicina. Invece è stata l’intera società egoista e intellettualmente congelata ad essere attaccata dalla Cina da Godard. Ci sono immagini dei suoi film che anticipano perfettamente quelle del maggio francese. La folla, i manifesti, gli intellettuali in testa. Sono così simili che sembra che Godard abbia avuto l’opportunità di dare una sbirciatina al futuro imminente.
Ma perché ricordare quei due magnifici film? Perché entrambi dovrebbero essere girati nuovamente con i titoli «Asia è vicina» o «L’Asiatique».
L’Asia, con quasi 5 miliardi di persone, rispetto a poco più di un miliardo di materie in tutto l’Occidente, è andata a scuola di tecnologia e oggi, o almeno presto, è quasi in grado di raggiungere l’obiettivo “Fare tutto a casa” che il presidente Trump vorrebbe raggiungere per gli Stati Uniti d’America. Quindi, «L’Asia è vicina» è una metafora riduttiva per i Giochi Olimpici del freddo dipolmatico: c’è molto di più.
Il leader della diplomazia fredda olimpica
Il portabandiera dei Giochi Olimpici Invernali del gelo diplomatico è senza dubbio il Presidente del paese a cui l’intero mondo occidentale deve la sua ripresa dopo il tragico disastro nazista-fascista. Senza le sue fabbriche che producevano cannoni come ciliegie, carri armati e caccia come nespole e bombe di ogni tipo e dimensione come ciambelle, oggi non saremmo alle Olimpiadi Fredde ma saremmo alla continuazione di quella di Berlino, dove un fenomenale uomo nero americano (Jesse Owens) umiliò il Führer vincendo tutte le competizioni a cui partecipò. Peccato che sulla nave di ritorno e negli Stati Uniti stessi, Owens sia stato sottoposto a pratiche di razzismo integrale e non sia mai stato menzionato dal Presidente americano.
Il presidente Trump ha forse issato la bandiera dei dazi, solo contro alcuni? No. È contro tutti: Iscrivere i concorrenti sulla lavagna, buoni e cattivi, in cui nell’area “buona” c’è solo lui, e cattivi ci sono Messico, Canada, India, Europa e ovviamente Cina. La Russia manca, ma ciò perché quella nazione, ad eccezione del Boeuf à la Stroganoff e della straordinaria zuppa di Borscht della Russian Tea Room della 57 Strada di New York, autentici piaceri di pensiero (perché diventata club di artisti della carta stampata, ), non ha nulla da esportare se non testate nucleari (Ne possiede circa cinquemila, tra cui indirettamente disponibili. 1700 in riserva – 2700 ritirate ma capaci di esplodere – 1.500 pronte per l’uso) merci di cui gli USA sono ampiamente equipaggiate, Ne hanno anche loro 5 mila ma forse hanno qualche satellite in più per guidarle dal cielo
Le due medaglie d’oro: Canada e UE
Nel “Primo Giorno” di queste Olimpiadi di freddo diplomatico, il presidente Trump istituì dazi per Messico, Canada, Europa, Cina, Brasile, eccetera, ma nei giorni successivi nessuno sfuggì alla furia dei dazi, tranne Cuba e Iran, per cui ha in mente un trattamento speciale che va ben oltre i dazi. Per Cuba blocco energetico petrolio dal Venezuela, per Iran qualche corazzata in vicinanza delle sue acque-
E così nacquero le Olimpiadi della diplomazia fredda. E così tutte le province dell’impero entrarono nella nuova corsa. Sbrigare le faccende economiche da soli.
Forse inaspettato per la rapidità della reazione, ma in gran parte prevedibile, praticamente tutte le nazioni hanno guardato all’Asia e ci sono già due medaglie d’oro: Canada e Unione Europea. La prima si è rivolta alla Cina, irritando incredibilmente il presidente Trump che ha detto «ma come mettiamo i dazi sui vostri prodotti e voi andate a venderli altrove?» Di fronte a tale ingratitudine ha promesso ritorsioni fino al 100 per cento al nuovo Primo Ministro Carney. É da notare che il primo ministro canadese dovrebbe essere grato a Trump per la sua elezione. Estremamente inferiore nei sondaggi rispetto al suo concorrente conservatore Poilievre, l’attuale primo ministro fu eletto quando la popolarità del leader conservatore crollò a causa del suo amico (?) Trump quando ha dichiarato che il Canada dovrebbe diventare uno stato degli Stati Uniti. Il 51 esimo, (52° Panama, 53° Groenlandia, 54° riviera di Gaza) I canadesi non gradirono questa proposta e Carney fu eletto. Eccellente banchiere, proveniente dalla scuola di Goldman Sachs, un’università di banchieri centrali, frequentata anch’essa dal talentuoso Mario Draghi, non appena fu eletto, Carney si rivolse immediatamente alla Cina con accordi di incredibile importanza, inclusi quelli militari. A Davos, il Primo Ministro canadese invitò anche tutte le potenze medie a connettersi tra loro con lo slogan: «se non sei un ospite, sei nel menù».
Per il momento non ci sono implicazioni militari per l’altra medaglia d’oro, l’UE, che si è rivolta all’India invece che alla Cina – ma presto dovrà farlo – firmando un eccellente accordo e anche per l’Italia di immenso ampio portata. Gli italiani amano gli spaghetti, ma se gli Usa non ne comprano più, per mantenere il livello attuale di vendite al mattino invece del classico croissant dovrebbero prendere gli spaghetti con cappuccino.
Con la riduzione del 96 per cento dei dazi tra Unione Europea e India, e il commercio attuale di circa 130 miliardi di euro, si prevede di raggiungere i 300 miliardi di euro all’anno entro il 2032. A mio avviso, questa cifra sarebbe largamente superata se si costruisse un ponte educativo «a due vie» per gli studenti-manager. Si tratta di quella che si può definire la nuova Via della Seta, proposta come parte integrante della nuova Conoscenza del Pil, già adottata dal governo indiano.
Effetto Carney
Questi accordi cambieranno certamente e presto i flussi commerciali apriranno nuove strade con l’Asia, e questo di per sé è una cosa positiva. Le Olimpiadi Diplomatiche Fredde diventeranno una risorsa mondiale. Il mondo che lasciamo alle spalle è un mondo cattivo, violento e provinciale. Un secolo di massacri e violenze inaudite, troppo spesso dimenticate è quello che ci lasciamo alle spalle. É merito degli ebrei ricordarci ogni anno quella della Shoa. Ma il mio modesto suggerimento è che quella data diventi quella della commemorazione universale di Tutte le stragi etniche, quella degli armeni, dei nativi indiani e naturalmente quella in atto dei palestinesi di Gaza. Dunque India e Cina devono essere calorosamente accolte al tavolo commerciale europeo e canadese con la formula della reciprocità commerciale e culturale.
Ma c’è un aspetto che i promotori di queste Olimpiadi invernali di crisi diplomatica forse non hanno considerato. Se i flussi commerciali si muovono più voluminosi rispetto agli Usa all’Asia, qual è la necessità di continuare a usare il dollaro come valuta base di cambio? Siamo sicuri che i sostenitori delle Olimpiadi del Gelo Diplomatico abbiano considerato la loro spinta a dedollarizzare l’economia?
Vedremo nella continuazione di queste Olimpiadi se il dollaro non correrà il rischio di essere spodestato dalle medaglie d’oro.
Umberto Sulpasso è Senior Fellow Digital Center for Future. Annenberg School, University of Southern Califonia












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