È mai possibile, soprattutto qui in Puglia, continuare a sostenere quel “vezzo” legato alle conoscenze, ai titoli e alle cariche per vedere aperte le porte? Una domanda che, a pensarci bene, non è solo provocatoria ma profondamente attuale. Viviamo in una terra straordinaria, ricca di bellezze naturali e di talenti umani che non hanno nulla da invidiare a nessuno. Eppure, sembra che il valore delle persone venga spesso misurato non per ciò che sono o per ciò che sanno fare, ma per chi conoscono o per il titolo che portano. È una realtà che fa riflettere e che, ammettiamolo, a volte scoraggia. Ma è davvero impossibile cambiare rotta?
La Puglia è una regione che ha dimostrato più volte di saper sorprendere. È una terra di innovazione agricola, di arte contemporanea, di giovani imprenditori che stanno rivoluzionando settori come il turismo e la tecnologia. Eppure, accanto a questa vitalità, persiste un sistema che sembra guardare più alle apparenze che ai contenuti. Non si tratta solo di titoli accademici o professionali – anche se spesso questi diventano un lasciapassare – ma di appartenenze: politiche, sociali, familiari. Come se il valore di una persona fosse subordinato alla sua capacità di inserirsi in un circuito già tracciato.
E allora ci si chiede: cosa significa davvero valorizzare le risorse? Non è forse riconoscere il talento ovunque si trovi? Non è forse dare spazio alle idee nuove e alle persone capaci di portare qualcosa di diverso?
Eppure, troppo spesso ci troviamo di fronte a un sistema che sembra premiare chi si conforma piuttosto che chi osa distinguersi. È come se ci fosse una paura latente del cambiamento, come se rompere certi schemi potesse destabilizzare equilibri consolidati. Ma davvero tutto deve restare così? Io credo di no. Credo che qualcosa stia già cambiando. Forse non lo vediamo sempre chiaramente, perché il cambiamento vero è lento e silenzioso. Ma ci sono segnali incoraggianti. Ci sono giovani che tornano in Puglia dopo esperienze all’estero per investire qui le loro competenze. Ci sono amministrazioni locali che iniziano a premiare progetti innovativi e sostenibili. Ci sono persone – tante persone – che ogni giorno lavorano con passione senza cercare le solite scorciatoie.
Il punto è proprio questo: il cambiamento non può essere solo un’idea astratta o uno slogan da campagna elettorale. Deve partire da noi, dalle nostre scelte quotidiane. Dobbiamo avere il coraggio di credere nelle nostre capacità senza cedere alla tentazione del “sistema”. Dobbiamo imparare a riconoscere e valorizzare il merito negli altri, anche quando non porta un’etichetta appariscente.
Non è facile, lo so. Viviamo in un contesto dove la tentazione del “conosci qualcuno?” è forte e dove sembra sempre più semplice adattarsi piuttosto che lottare per cambiare le regole del gioco. Ma io credo fermamente che sia possibile costruire qualcosa di diverso.
Forse dovremmo iniziare a guardarci intorno con occhi nuovi.
Alla fine, tutto cambia davvero solo se siamo noi i primi a volerlo. E forse questo è il messaggio più importante: non dobbiamo aspettare che qualcun altro faccia il primo passo. Il cambiamento comincia da noi, dalle nostre scelte quotidiane e dal coraggio di credere in un futuro diverso. Un futuro dove le porte si aprono non per chi porta una chiave predefinita ma per chi ha la forza e la determinazione di costruire qualcosa di nuovo.
E allora sì, forse potremo dire basta a certi meccanismi obsoleti. Perché la Puglia – questa terra meravigliosa – merita molto più dei vecchi schemi.
Bentornato,
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