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La Terza Guerra Mondiale combattuta in perimetri ristretti

La invasione russa dell’Ucraina sta per raggiungere i tre anni di conflitto con migliaia di vittime da entrambi gli schieramenti. Nonostante l’agghiacciante bilancio di perdite di vite umane, si continua a combattere e a intensificare gli aiuti militari, aprendo nuovi scenari che rendono la situazione lontana da una rapida risoluzione. La notizia dell’uccisione del generale russo Igor Kirilliv da un attentato messo a segno dagli ucraini per mano di un combattente uzbeko. Una guerra fratricida in quella parte di mondo che viene considerata area euro-asiatica.

Nessuno avrebbe pensato che una battaglia così crudele si sarebbe combattuta tra i russi, popoli scandinavi che si stanziarono in quella che definirono, nel 1113 d.C., “Terra dei Russ” con prima capitale proprio l’attuale Kiev. Pensare che la guerra sia nata dal nulla è da ingenui e credere che finisca con l’abbandono della presa da parte dei russi, una grande illusione. Ad aggravare lo scenario già di per sé complesso vi è il soffio sul fuoco di quei paesi che credono di poter trarre significativi benefici dall’instabilità dell’area euro-asiatica e con essa da quella mediorientale.

Molti commentatori continuano a pensare all’ipotesi di una possibile Terza guerra mondiale, ma di fatto è già in essere. A differenza degli altri due conflitti mondiali, però, si è deciso di misurarsi in un’area geografica ben definita come l’Ucraina. Con l’appoggio di Siria, Iran e Corea del Nord, la Russia ha deciso di mostrare i muscoli contro una coalizione internazionale, identificabile con la Nato. La stessa caduta del regime di Assad non rappresenta altro che il tentativo di indebolire i legami internazionali vantati da Putin per mostrarne la sua possibile vulnerabilità.

Da un lato la caduta siriana crea un rafforzamento del peso geopolitico di Israele, già impegnato a contrastare le forze di Hamas e Hezbollah; dall’altro, in seguito alla caduta di Assad, la Siria diventa per Israele una grande possibilità di espansione, come sta accadendo con l’occupazione delle alture del Golan, e di controllo dell’intera area geografica, diventando nei fatti un punto strategico di controllo dell’area contro la minaccia iraniana.

In questo scenario già convulso si assiste, in estremo oriente, all’accerchiamento dell’isola di Taiwan da parte del grande dragone e all’instabilità coreana: da un lato la Corea del Nord è entrata di fatto in guerra contro l’Ucraina; dall’altro la Corea del Sud dove il presidente, Yoon Suk-yeol ha prima cercato di imporre la legge marziale e poi è stato deposto con l’avvio della procedure di impeachment. In tutto ciò si attende l’insediamento ufficiale del nuovo Presidente americano e le sue decisioni in politica estera.

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