Arroccata a picco sul mare, nel cuore della cosiddetta Costa degli Dei, proprio di fronte ad un pezzo di promontorio che sembra essersi staccato dal resto del paese. La calabrese Tropea è ritratta il più delle volte con il suo Santuario di Santa Maria dell’Isola che sembra galleggiare nel mare. Per raggiungerlo bisogna inerpicarsi su una scalinata scavata direttamente nella roccia. Fondato nell’XI secolo, ha perso l’originale struttura bizantina, assumendo quella attuale a basilica, con tre navate delimitate da pilastri e volte a botte.
Nel suo centro storico, tra i «Borghi più belli d’Italia», il profumo di buganvillee e gelsomini si mescola a quello deciso della cipolla rossa di Tropea, insignita dell’IGP (indicazione geografica protetta) per le sue peculiarità (colore e proprietà benefiche). La si trova declinata in qualsiasi pietanza, dal primo alla pizza, arrivando perfino a dessert e gelato. Le sue scenografiche trecce adornano il centro e per molti sono anche il souvenir perfetto da portare a casa. Tra botteghe di artigianato, ristorantini tipici e balconate con affaccio sul mare cristallino – che visto dall’alto sembra ancora più verde smeraldo e turchese intenso – Tropea vecchia è un labirinto di viuzze acciottolate e slarghi, piazzette ed angoli fioriti, portoni di antichi palazzi nobiliari, fregi barocchi e chiese nascoste.
Come la Cattedrale Normanna, che custodisce l’icona di Maria Santissima di Romania, Patrona di Tropea, oltre a due delle 6 bombe sganciate da un aereo angloamericano nel 1943 e finite interrate ed inesplose in un orto in cui pare stessero giocando dei bambini. Una volta disinnescate furono esposte in chiesa, dove ancora oggi si trovano. I fedeli erano certi il miracolo fosse merito dell’icona della Santa Patrona, splendido pezzo di scuola giottesca, realizzata su tavola di cedro nel XIII secolo e custodita in Cattedrale. Il piazzale su cui si affaccia il portale in tufo, conduce, infine, ad uno splendido belvedere dal quale ammirare la verde gravina che degrada fino al porticciolo turistico.
Se poi la calura spinge a fare un tuffo, c’è solo l’imbarazzo della scelta: la spiaggia della Rotonda è tra le 50 più belle d’Europa, vero paradiso dei sub per il suo fondale sorprendente; quella di Marina dell’Isola è, invece, l’ideale per raggiungere la Grotta del Palombaro, costeggiando via mare lo scoglio del Santuario, caratterizzata da sabbia fine e chiarissima, con fondale digradante.
Per la sera, da non perdere la pizza di Premiata Forneria Tropea appena fuori dai vicoli del centro storico, nella bella piazza Vittorio Veneto. Ingredienti a km zero, IGP, doc e presidi slow food. L’offerta per il soggiorno è notevole. In un vicolo del centro, a due passi dalle balconate panoramiche, c’è Donnaciccina, piccola struttura con formula b&b ed atmosfera familiare. Dieci camere (alcune con terrazzo e vista mare) dislocate su più piani, con una sala comune per le colazioni dall’atmosfera rustica ed autentica. Proprio come quella che si respira in un tutta Tropea.
