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Arriva il 2026 tra speranze e realtà – L’EDITORIALE

Buon anno care lettrici e cari lettori. Staremo ancora insieme per questo 2026, voi a porre domande e noi impegnati a cercare risposte.

Una nuova avventura comincia. L’avvio di un anno è sempre un nuovo inizio e si porta dietro speranze, sogni, desideri, programmi.

Scrollando sui social, si nota che l’augurio più ripetuto è quello di continuare a credere nei propri sogni e di non arrendersi mai. Attività che appare assai complicata osservando il quadro internazionale, nazionale e locale.

Sul piano internazionale ciò che è andato in scena in Medio Oriente e ai confini dell’Europa, non rassicura. Al Mezzogiorno, la crescente povertà lavorativa, il calo dei salari reali e la discontinuità nei fondi per lo sviluppo infrastrutturale (Fondi strutturali e di Coesione) a favore di altre aree, nonostante la proroga del Credito d’imposta ZES che però non compensa il quadro generale, secondo le analisi di SVIMEZ, non incoraggia a sognare.

Sul piano locale molto resta ancora da fare e il nuovo governo Decaro è chiamato a dare prova di grandi capacità per la risoluzione di problemi complessi nella sanità (liste d’attesa, funzionamento e messa in opera dei nuovi ospedali, tempi di realizzazione delle Case di comunità, necessità di personale sanitario aggiuntivo), ex Ilva e rilancio di quel territorio, Cerano, crisi idrica e industriale (distretto del salotto). Un quadro complesso di equilibri che deve costruirsi anche nell’interlocuzione con un Governo di opposto colore, offrendo risposte in tempi brevi che necessitano alla Puglia.

Non resta che augurarci, allora, che le speranze si traducano in realtà, smentendo il vecchio detto che «chi di speranza vive, disperato muore».

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