La legislatura regionale ha preso avvio, le Commissioni – finalmente – hanno quasi tutte i loro presidenti (la VII resta la spina nel fianco del centrodestra, oggi tornano a riunirsi i gruppi), i capigruppo ci sono e ora tutti ci aspettiamo che facciano il proprio mestiere cancellando definitivamente le cattive prove offerte nell’ultimo scorcio della passata legislatura in cui le assenze studiate ad orologeria, per incarichi pretesi e non ancora ottenuti, facevano fibrillare l’aula con sedute andate a vuoto una dietro l’altra.
Uno spettacolo indecoroso per il prestigio di un ente e per la classe politica che lo rappresenta. I balletti sulla base delle aspirazioni personali, che tengono in ostaggio un’intera regione, senza rispetto per i cittadini-elettori, speriamo siano definitivamente archiviati.
Quel che è peggio – e la cosa era nota solo nei corridoi – è che l’ordine del giorno delle sedute veniva stravolto di volta in volta: segno di una programmazione del tutto assente e di una visione parametrata alla giornata.
Il Consiglio è un organismo di programmazione che legifera, l’unico «mestiere» che i consiglieri sono chiamati a fare, e l’ordine del giorno nella conferenza dei capigruppo ne è lo specchio.
Con che intenzioni, allora, questa legislatura vuole andare avanti? Una legislatura costruttiva, responsabile, fattiva – pur nel rispetto delle differenze – o vuole misurarsi nella sterile e logora polemica del giorno dopo giorno? La Puglia vuole crescere. I pugliesi sono pronti. E il Consiglio regionale della Puglia?













Bentornato,
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