L’Italia delle autonomie locali è dentro una torsione istituzionale profonda e molto pericolosa. La stagione delle grandi riforme tarda a venire. Il pensiero di Roberto Ruffilli è sempre di più lontano, offuscato, coperto dalle nebbie di una politica senza visione e senza tensione etica e morale.
Negli ottant’anni della Repubblica italiana e della nostra Assemblea Costituente molte cose sono rimaste “parole vuote”. Promesse solenni disattese, offese e umiliate. I piccoli Comuni italiani, cinquemila sotto i cinquemila abitanti, continuano ad essere visti come «i puffi» da raccontare e non sostenere. I piccoli Comuni hanno il dovere di saper stare dentro i mutamenti tumultuosi di una società mondiale che viaggia verso il multiculturalismo, la pluralità e la condivisione delle risorse umane, materiali ed economiche. Mettere insieme, essere inclusivi è soprattutto sfida culturale, visione d’insieme e capacità di guardare oltre dove altri non riescono a vedere.
L’identità, il campanile, la difesa del Municipio, il più antico e nobile delle nostre istituzioni, passa attraverso la capacità di mettere insieme, includere, trasformare le diversità in opportunità. La sfida della «fusione» delle nostre Pubblica amministrazione è l’occasione per dimostrare maturità istituzionale, rigore politico e soprattutto amore per la propria terra.
Il Pnrr ha messo in evidenza la fallacia, il limite, la fragilità della nostra pubblica amministrazione ed ha evidenziato ciò che il Mondo ci chiede: riposte, progettualità, infrastrutture e soprattutto futuro. Una nuova governance del ruolo del Sindaco si rende necessaria per realizzare questo straordinario obiettivo del massimizzare, ottimizzare le risorse per farne una straordinaria arma della nostra democrazia locale. Fondersi non significa annullarsi, arrendersi ai numeri, alla prepotenza del più alto in grado è invece la testimonianza di una grandezza di pensiero ed è forse la più prepotente ed arrogante azione che la Politica possa fare e realizzare.
Certo è tema di una generazione di amministratori e politici libere dai recinti ideologici del passato. Giovani innovatori in grado di elaborare un nuovo modo di essere nelle istituzioni e nell’agire politico. Innovazione nel segno della tradizione migliore del municipalismo italiano dal «trecento senese» al popolarismo studiano. La ricerca del consenso ad ogni costa deve lasciare il passo al «pensiero elaborato», alla proposta ragionata e condivisa anche a costo di andare controcorrente. Nuovi leader possono venire fuori solo in questo modo.
Virgilio Caivano è portavoce Piccoli Comuni













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