Nella mattina di ieri è stato svelato un capolavoro unico: “Mani Beate di Colore”, un murale creato dai talentuosi ragazzi dell’associazione “Camminare Insieme” di Andria. Quest’opera d’arte è molto più di semplici pennellate: è l’espressione autentica di vite, sogni e speranze, frutto di un laboratorio con l’artista Nadia Gelsomina, il Circolo dei Lettori e la rivista The Puglieser.
«È stata l’arte e il disegno in particolare – commenta il curatore di The Puglieser -, il vero anello di congiunzione. la pittura è servita per esprimere noi stessi e il nostro mondo interiore, è la voce dell’anima poiché la vivacità di colori rappresenta il colore delle nostre idee e dei nostri sogni. L’unione delle nostre unicità hanno dato vita ad un capolavoro, un messaggio da mostrare a tutta la città: “camminando insieme” siamo liberi di essere noi stessi. eravamo uno affianco all’altro mentre osservavamo le nostre mani beate di colore. A guidarci è stato chi dal primo momento ha creduto nelle nostre potenzialità, valorizzandoci, in base alle differenti ” abilità” ognuno nella sua “specificità”. solo così, riprendendo la mission dell’iniziativa, sogno e realizzo il Mondo».
Il murale è più di una semplice opera d’arte. È un sogno realizzato, un mondo di speranza e di inclusione, sulla scia di un impegno a tutto tondo e quotidiano.
«Sono stata piacevolmente stupita – dice l’assessora Dora Conversano – dalla bellezza di quest’opera che ha suscitato tante riflessioni. In primis che la prospettiva per il futuro deve essere condivisa. A guardare quel murales era come se mi parlasse, c’era una coordinazione artistica che faceva venire fuori il pensiero di tutti, ciò che i ragazzi sentono e vogliono trasmettere, condivisione e e collaborazione. L’unica strada in questa giornata dedicata a ricordare a tutto il mondo che la disabilità esiste, è crescere insieme e camminare insieme, tutti i giorni».
«“Mani beate di colore” è quanto il murales propone – aggiunge l’assessora Daniela Di Bari – tra i nomi in un tripudio di colori e di cura oltre che di infinita gentilezza. E accanto un testo poetico e dirompente rispetto all’attenzione di tutte e tutti nella comunità. Un lavoro di cura nella città e tra le relazioni, una intensità altissima di lavoro, di inclusione, di gioia, di divertimento, tutto questo si è respirato durante il momento della presentazione accanto a ciascun protagonista felice di presentarlo in maniera pubblica, e tutto questo si è respirato nel continuo lavorio di co-progettazione e di realizzazione dell’opera. Tutte e tutti artisti dei sogni, di immaginazione e della effettiva realizzazione nella città. Piena gratitudine per questo percorso che toglie il respiro per la bellezza e che restituisce alla comunità il respiro del cammino insieme, rallentando e contemplando, insieme a regola d’arte, come atto d’amore e per una città felice».
