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Cultura e Spettacoli

Hell in the Cave, edizione speciale per l’anniversario delle grotte di Castellana

Ottantaquattro anni fa lo speleologo Franco Anelli, che ricevette dall’Ente Provinciale per il Turismo di Bari l’incarico di effettuare una ricognizione della Grotta di Putignano, si calò nella Grave di Castellana, la caverna principale di quello che si sarebbe rivelato un vasto complesso carsico ipogeo, regno di una bellezza sotterranea stratificatasi nel corso di svariate epoche geologiche. Era il 23 gennaio 1938 e la storia delle Grotte di Castellana, cominciata decine di milioni di anni prima con il lento ma inesorabile accumulo di fango e sabbia in fondo al mare che sommergeva la Puglia, registrava un momento nodale. La scoperta, ad opera di Anelli, e l’esplorazione poi condotta con il castellanese Vito Matarrese, segnò infatti il disvelamento di uno dei luoghi naturali sotterranei più affascinanti della Puglia e d’Italia. Per questo anche quest’anno, nonostante il riacutizzarsi della crisi pandemica, l’amministrazione delle grotte e della città di Castellana hanno scelto di celebrare questo importante anniversario con due eventi appositamente dedicati. Il primo, al mattino, sarà di carattere istituzionale e vedrà riuniti amministratori e autorità; il secondo, in serata, prevede invece l’ormai consolidato spettacolo Hell in the Cave, una libera rappresentazione della prima cantica della Divina Commedia ambientata proprio nella caverna della Grave, il cui debutto risale ormai al 2011. Per l’occasione Ettore Bassi, special guest dello show, tornerà ad affiancare il nutrito cast dello spettacolo, composto da giovani artisti emergenti pugliesi di nascita o di adozione. Dopo essere stato ospite dell’ultimo appuntamento speciale del 2021, andato in scena il 30 dicembre, il popolare attore barese interverrà infatti in alcuni momenti dello spettacolo per recitare i versi dell’opera, accompagnato dalla musica dal vivo di Paolo Pace e Giuseppe De Trizio, autori della colonna sonora di Hell in the Cave.

A curare la regia sarà, come di consueto, Enrico Romita, così come la drammaturgia è quella di Giusy Frallonardo. Dopo le repliche inserite nel calendario festivo (nove gli appuntamenti tra dicembre e l’inizio del nuovo anno), il pubblico avrà dunque un’altra opportunità per vivere l’esperienza di uno spettacolo multisensoriale nato dall’evidente suggestione del luogo utilizzato come spazio scenico e da un grande amore per la lingua e l’opera di Dante. 
Tra i canti scelti alcuni tra quelli più noti dell’inferno dantesco, caratterizzati dalla presenza di personaggi iconici, tutti dannati: dal re degli inferi Lucifero, che di questa trasposizione è il protagonista, al Minosse giudice infernale, passando per Pier delle Vigne, Ciacco, Paolo e Francesca, il Conte Ugolino, Brunetto Latini e Ulisse. A chiudere la narrazione è invece la visione beata di Beatrice, i cui versi sono recuperati dal secondo canto e che assieme alle altre due donne benedette (Santa Lucia e la Vergine), fa la sua comparsa nella Commedia. A lei è affidato, più attuale che mai, in questi tempi di pandemia, il compito di indicare ai visitatori la via della salvezza e della speranza.

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