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Dopo Sanremo, Carolina Bubbico canta l’emancipazione: out il brano “Uma rosa e um bordado”

A pochi giorni dalla sua apparizione al Festival di Sanremo come direttrice d’orchestra per Ditonellapiaga – esperienza culminata con il terzo posto per Che fastidio! e con la vittoria nella serata delle cover – Carolina Bubbico torna al proprio mondo creativo con una canzone che sembra respirare lontano dall’Ariston. Si intitola Uma rosa e um…
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A pochi giorni dalla sua apparizione al Festival di Sanremo come direttrice d’orchestra per Ditonellapiaga – esperienza culminata con il terzo posto per Che fastidio! e con la vittoria nella serata delle cover – Carolina Bubbico torna al proprio mondo creativo con una canzone che sembra respirare lontano dall’Ariston.

Si intitola Uma rosa e um bordado, esce domani ed è il secondo singolo che anticipa Vocàlia, il nuovo album in arrivo il 10 aprile. Il brano è costruito come un piccolo viaggio tropicale ma interiore. Il testo, scritto dall’autore brasiliano Antonio Villeroy e interpretato insieme alla cantante Mari Jasca, scivola nel portoghese con una naturalezza che non ha nulla di esotico: è piuttosto la lingua giusta per raccontare una storia di emancipazione emotiva.

Nella canzone la rosa e il ricamo diventano metafore di un’identità che si ricostruisce con pazienza, punto dopo punto. Una donna che lascia il passato alle spalle e riparte, leggera ma consapevole.

Tra jazz e canzone d’autore

Musicalmente Uma rosa e um bordado si muove nel territorio che Bubbico conosce meglio: quello in cui il jazz incontra la canzone pop sofisticata e le suggestioni brasiliane. Le percussioni di Abdissa Assefa disegnano un ritmo morbido, mentre il synth bass di Filippo Bubbico – che firma anche produzione, mix e mastering – tiene insieme il groove con discrezione.

Non è certamente una sorpresa per chi segue il percorso dell’artista salentina. Cantante, polistrumentista e arrangiatrice, Bubbico ha costruito negli anni una carriera trasversale tra dischi, progetti orchestrali e collaborazioni internazionali. Ha diretto l’orchestra di Sanremo in tre edizioni e si è esibita in club simbolo come i Blue Note di Tokyo e Pechino. Parallelamente ha portato avanti una ricerca personale che mescola groove ballabili, canzoni intime e sonorità world.

Vocàlia sembra destinato a riassumere tutte queste traiettorie: l’impressione è che Bubbico stia costruendo un album dove la voce diventa strumento narrativo e ponte tra culture musicali diverse.

Un’idea che troverà presto anche il suo spazio dal vivo: a maggio partirà il Vocàlia Tour, con le prime tappe tra Napoli, Milano e Roma, prima di approdare nei festival estivi. E se questa nuova canzone è un indizio, il viaggio promette di essere elegante, cosmopolita e sorprendentemente libero.

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