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Dai residuati bellici l’Oro grigio per le pentole. Come fare fortuna con l’alluminio

La guerra era finita. Non c’erano che macerie e relitti, eppure proprio con i rottami del conflitto una famiglia bergamasca costruì la sua fortuna e fece dell’alluminio una grande industria. Il capofamiglia ebbe l’intuizione di recuperare tutto l’alluminio degli aerei precipitati durante le operazioni belliche. Fu l’inizio di una grande impresa che nel tempo, attraverso tre generazioni ha generato 14 stabilimenti fondati sulla lavorazione di questo metallo. L’interessante storia della famiglia Agnelli è racchiusa nel libro “Oro grigio – i signori dell’alluminio” edito da Solferino.

Il volume è stato presentato nel luminoso salone del Circolo Unione di Bari dallo stesso autore e patron dell’alluminio Paolo Agnelli, classe 51, presidente nazionale di Confimi (Confederazione dell’industria manifatturiera italiana e dell’impresa privata), dal sindaco Antonio Decaro e da Sergio Ventricelli, vicepresidente Confimi Puglia. Moderatore della serata il direttore di Telenorba Enzo Magistà e a fare gli onori di casa, il presidente del Circolo Giacomo Tomasicchio. Un libro per scoprire come si possa, con passione e tenacia, mantenere viva e florida un’azienda a carattere familiare e diventare i primi nel settore delle pentole di alluminio.
L’industriale bergamasco, di terza generazione, guida infatti l’azienda, leader nel mondo “dell’Oro grigio” dal riciclo al prodotto finito, con il fratello Baldassarre. Una realtà arrivata fin qui dopo aver attraversato due guerre mondiali e una dittatura, l’Italia del boom economico, le crisi e le opportunità della Guerra fredda per una espansione sui mercati internazionali, la sfida della Cina. La storia di una famiglia e di un’impresa e insieme gli eventi storici dalla fine dell’ 800 fino a noi, in un intreccio vivace e continuo. Di grande importanza è stato ed è il ruolo delle donne Agnelli. Una fabbrica quindi che ha un’anima in più.
In un proficuo scambio di opinioni sui temi di impresa, politica e comunicazione, l’incontro barese è stato anche un viaggio nel concreto mondo della realtà imprenditoriale del Sud; delle difficoltà che gli industriali qui incontrano ma anche delle opportunità che il territorio offre e sulle quali bisogna puntare, come la grande sinergia tra impresa e il Politecnico per esempio. C’è tanto da fare, a partire dallo snellire la farraginosa macchina burocratica che spesso blocca ma, come ha sottolineato Agnelli, qui c’è grande voglia di fare.
In margine al suo intervento ha espresso profonda preoccupazione sulla crisi bellica, umana, sociale ed economica che la guerra sta provocando ai confini dell’Unione Europea. L’imprenditore ha manifestato una eguale preoccupazione per l’atteggiamento e la strategia della Cina con la quale conviene regolare con immediatezza i rapporti commerciali. Ieri mattina i vertici Confimi hanno inaugurato la nuova sede di Bari, Bat, Foggia nella zona industriale in viale Francesco De Blasio, a Bari. L’industria al Sud va avanti nella speranza che i venti di guerra non causino sempre più danni.

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