La grande attesa per Aida di Giuseppe Verdi, nuova produzione e nuovo allestimento della Fondazione Petruzzelli, finalmente si concretizza con un Teatro sold out. Quando si alza pian piano il sipario, appare uno spazio scenico, valorizzato da effetti multimediali, firmato da Pier Paolo Bisleri, apparentemente di stile napoleonico, ma con evidenti segni egiziani ricavati dalle campagne francesi d’Egitto. Sullo sfondo infatti sono rappresentati il grande quadro di Louis-Francois Lejeune “Battaglia delle Piramidi” avvenuta il 21 luglio 1798 e quella di Watteau del 1794, riportando così l’Aida all’epoca della sua realizzazione e messa in scena, momento storicamente significativo, soprattutto per l’apertura del Canale di Suez circostanza che causò lo sterminio delle storiche tribù dell’Africa settentrionale, mostrando così al mondo una Cultura occidentale invadente e prepotente.
Anche i costumi di Marianna Carbone sono stati concepiti senza allontanarsi dalla narrazione, mantenendo la connotazione egiziana, seppure influenzata dalle forme neoclassiche. Le coreografia di Miki Matsuse van Oecke, elaborate per dodici danzatori suddivisi in due gruppi, l’uno rappresentante il Dio Seth, l’altro il Dio Horus, con alla guida due ballerini nelle vesti di Iside e Osiride. Si narra del mito di Osiride, con cui le religioni antiche hanno sempre esorcizzato l’idea di Morte, interpretandola come “trapasso”. Esattamente ciò che Aida e Radamès esprimono nel loro duetto finale, un canto di addio che non ha in sé il dramma della fine, ma la gioia di un nuovo inizio insieme, congiunti nell’eternità.
Quello che Manzoni ha rappresentato per la grande letteratura italiana, ha in Giuseppe Verdi il suo complementare rispetto al melodramma italiano, che per tutto l’Ottocento rappresenterà la nostra letteratura musicale. Sulla base di queste considerazioni è stata sviluppata la regia di Mariano Bauduin che ritornando al tema della religiosità verdiana, ha elaborato una serie di rituali basati sulle contaminazioni di alcune religioni antiche che seppure appartenenti ad epoche diverse hanno al loro interno una serie di “archetipi” comuni. Aida opera lirica tra le più rappresentate e conosciute dal grande pubblico ha letteralmente conquistato gli spettatori del politeama barese che con grande entusiasmo, durante la serata della prima, hanno applaudito il direttore d’Orchestra Renato Palumbo, il Maestro del Coro della Fondazione Petruzzelli Fabrizio Cassi e tutti coloro che hanno dato vita all’opera: Leah Crocetto (Aida), Roberto Aronica (Radamès), Carmen Topciu (Amneris), Abramo Rosalen (Ramfis ), Vladimir Stoyanov (Amonasro ), Romano Dal Zovo (Il Re d’Egitto), Saverio Fiore (Un messaggero), Nikolina Janeska (Una Sacerdotessa).
Aida si replica al Teatro Petruzzelli martedì 8 marzo alle 20.30, mercoledì 9 marzo alle 18.00, giovedì 10 e venerdì 11 marzo alle 20.30, sabato 12 e domenica 13 marzo alle 18.00.