«Grazie al mio Paese di adozione». È un amore profondo e dichiarato quello che Dame Helen Mirren, 80 anni portati con grazia impareggiabile, rivolge alla Penisola nella serata in cui riceve l’Ordine della Stella d’Italia: massima onorificenza riservata dalla Repubblica a chi nasce straniero. Il suggello a un legame che la celebre attrice – premio Oscar per la magistrale interpretazione della regina Elisabetta in The Queen, del 2007 – ha costruito negli anni: fino a trasferire per gran parte del tempo la sua residenza in Puglia, con il marito Taylor Hackford, regista americano di film come Ufficiale e Gentiluomo, in una masseria di Tiggiano, nel cuore del Salento.
Legame sottolineato dalle parole dell’ambasciatore d’Italia a Londra, Inigo Lambertini, anfitrione della cerimonia di consegna della decorazione, concessa dal presidente Sergio Mattarella in persona, ospitata solennemente – ma anche in spirito familiare, nell’ambito di un evento animato da parenti e amici di una vita della festeggiata – nella residenza di Grosvenor Square. Nel suo discorso di ringraziamento, tenuto in parte in italiano e in parte in un inglese sontuoso, dame Helen – simbolo indiscusso del cinema e del teatro britannico e mondiale – ne ha poi testimoniato l’autenticità. Raccontando, con la maestria di una presenza scenica che non ha bisogno di artifici e di un talento che non chiede di essere esibito, il filo di una storia di «amore per l’Italia» nato fin dagli anni dell’adolescenza: quando 15enne, «nella buia sala di un cinema» inglese, fu conquistata dall’Avventura, di Michelangelo Antonioni, e dalla prova di attrice «di Monica Vitti».
Un paio di anni dopo sarebbe quindi arrivato l’incontro «indimenticabile con Mamma Roma», di Pierpaolo Pasolini, e con la recitazione senza uguali di Anna Magnani. Un innamoramento che non è rimasto tuttavia confinato al cinema, all’arte, al gusto del bello o del viaggio. Per farsi piuttosto scelta di vita. Con quel radicamento salentino, rivendicato nella sottolineatura di sentirsi ormai «parte della comunità di Tiggiano».
Una terra nella quale coltiva con Hackford olivi e amicizie e che oggi si sente calzare addosso «come questo vestito di Dolce e Gabbana che indosso stasera», ha scherzato. Non senza evocare un senso di appartenenza, di frequentazione con quei vicini che ancora la chiamano semplicemente «l’attrice», fatto di affetti, di «risate», di solidarietà e anche di condivisioni di sciagure come «quella della Xylella» abbattutasi sull’agricoltura locale: «tragedia» che dame Helen – nata a Londra il 26 luglio 1945 con il nome di Yelena Lydia Mironoff, per via del sangue russo di suo padre – mostra di avere a cuore. E che cita a più riprese.
Mentre già programma nuove iniziative pubbliche, in veste di testimonial globale, su un’emergenza di cui «il mondo, e il resto dell’Italia, devono sapere di più».