Avevano in mano le piazze di spaccio di Andria con un’organizzazione ben strutturata. È quanto emerso dall’inchiesta Omnes della Squadra mobile della Questura del co-capoluogo della Bat che, stamattina, ha portato all’esecuzione di 40 arresti (25 in carcere e 15 ai domiciliari) per altrettanti indagati, di età compresa tra i 20 e i 60 anni, accusati, a vario titolo, di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Alcuni di loro sono accusati anche di inosservanza della detenzione domiciliare, estorsione e omissione di soccorso. Coinvolte anche diverse donne che, secondo quanto accertato, avrebbero agevolato lo spaccio.
Stando a quanto emerso, nel gruppo c’era chi, al telefono, smistava le richieste di droga appuntandosi gli ordinativi. Poi c’era chi, a bordo di monopattini e bici elettriche, consegnava quanto richiesto. Un gruppo che, per diversi mesi, avrebbe controllato alcune zone di Andria, come Santa Maria Vetere, piazza Marconi, piazza Catuma, Porta la Barra e le strade del rione San Valentino, smerciando soprattutto cocaina, marijuana, hashish ed eroina.
L’operazione Omnes è relativa al periodo compreso tra luglio dello scorso anno e i primi mesi del 2026 quando gli investigatori, coordinati dalla Procura di Trani, hanno scoperto che in ciascuna zona i contatti con i clienti venivano gestiti da centralinisti che «concordavano telefonicamente ora e luogo d’incontro», spiegano dalla Questura evidenziando che «il centralinista contattava, poi, i vari pusher presenti nella propria zona di competenza che raggiungevano l’acquirente per la consegna delle dosi» che avveniva non lontano da bar, scuole, uffici postali e banche anche del centro cittadino.
Agli indagati, tutti raggiunti da Daspo fuori contesto, si aggiungono dieci denunciati e un sequestro di contanti di circa 26mila euro considerati provento dello spaccio.