Un’istanza formale alla Figc per chiedere il ripescaggio del Taranto calcio e, al contempo, una netta presa di distanza dalle violenze post-partita. Sono i due binari su cui si muove la lettera inviata al presidente della Federcalcio dal senatore Mario Turco, dopo la finale contro il Gladiator disputata domenica 14 giugno allo stadio “Italia” di Massafra.
Un intervento che arriva in un momento cruciale per il futuro del club jonico, costretto nel corso della stagione appena conclusa a fare i conti con l’indisponibilità dello stadio “Erasmo Iacovone” per i lavori legati ai Giochi del Mediterraneo e reduce da una stagione complessa ma vissuta con grande partecipazione dalla comunità locale.
Il parlamentare tarantino ha espresso una ferma e inequivocabile condanna nei confronti dei gravi episodi contestati dagli organi della giustizia sportiva al termine del match, definendo la violenza incompatibile con i valori dello sport. Tuttavia, Turco ha voluto separare nettamente le responsabilità dei singoli dal comportamento della stragrande maggioranza della tifoseria rossoblù. Nella lettera viene sottolineato il percorso di rinascita intrapreso dal territorio grazie agli investimenti economici della famiglia Ladisa, subentrata dopo il fallimento societario per restituire dignità e speranza alla piazza.
Accanto alla condanna degli incidenti, l’esponente politico ha sollevato forti perplessità sulla direzione di gara della finale, citando in particolare il mancato riconoscimento di una rete apparsa regolare e altre decisioni che hanno alimentato dubbi tra osservatori e tifosi.
Secondo il senatore, una sfida di tale rilevanza, da cui dipendevano le aspirazioni di un’intera città, avrebbe richiesto una terna arbitrale di massima esperienza e una presenza significativa di rappresentanti dei vertici calcistici nazionali.
La richiesta di valutare con la massima attenzione le opportunità di ripescaggio si fonda sul valore sociale, umano e sportivo che il club rappresenta per Taranto, soprattutto come punto di riferimento per i giovani e come simbolo di coesione sociale. La città, conclude la missiva, può contare su una proprietà solida, su una tifoseria calorosa e su infrastrutture di livello internazionale in via di completamento, elementi che giustificano l’aspirazione a militare in categorie più consone alla storia del calcio tarantino.
