Notte di intensi raid incrociati con sciami di droni tra la Russia e l’Ucraina: le forze di Mosca hanno lanciato centocinquantatré velivoli d’attacco, tra cui modelli Shahed e varianti di tipo esca, incontrando la reazione della difesa aerea che è riuscita ad abbattere o neutralizzare centodiciannove bersagli nei cieli ucraini. Nonostante l’intercettazione di una larga parte degli ordigni, i bombardamenti hanno provocato ingenti danni materiali e perdite umane: nella città di Vinnytsia un impianto industriale civile e un’abitazione privata sono stati gravemente danneggiati, mentre a Kharkiv un raid nel distretto di Novobavarskyi ha causato la morte di una persona e il ferimento di altre quattro.
Sul fronte opposto, un massiccio sciame di droni ucraini ha colpito la regione russa di Belgorod, prendendo di mira il centro commerciale MegaGrinn, il più grande complesso di negozi e intrattenimento della zona: secondo le informazioni diffuse dalle autorità locali e dai residenti, la struttura è stata direttamente investita dall’attacco notturno. Il centro operativo regionale ha confermato un bilancio tragico con un civile deceduto e dieci persone ferite, tra cui un operatore del servizio di emergenza medica intervenuto per prestare i primi soccorsi, mentre la maggior parte dei feriti è stata immediatamente trasferita in ospedale per le cure necessarie.
La situazione sul campo rimane estremamente critica e complessa: le autorità regionali guidate dalla capo dell’amministrazione di Vinnytsia Natalia Zabolotna hanno segnalato blackout parziali e interruzioni nei servizi essenziali, mentre il sindaco di Kharkiv Igor Terekhov ha tracciato un bilancio drammatico degli scontri sui social media. L’escalation evidenzia la continua intensificazione degli attacchi aerei notturni da entrambe le parti, confermando la vulnerabilità delle infrastrutture civili e industriali colpite nonostante il dispiegamento dei sistemi di difesa aerea.
