Il clima politico e istituzionale si fa sempre più teso a Molfetta, dove nelle ultime ore si è intensificata l’attenzione del Ministero dell’Interno sulla situazione amministrativa del Comune, già interessato negli ultimi mesi da inchieste e sviluppi giudiziari che hanno acceso più di un campanello d’allarme.
Secondo quanto filtra ufficiosamente da ambienti istituzionali romani, non si esclude che possa aprirsi il procedimento che porta allo scioglimento dell’ente per presunti condizionamenti e infiltrazioni nella vita pubblica locale.
Una procedura delicata, che rientra nei casi previsti dalla normativa quando emergono elementi tali da compromettere il buon andamento e l’autonomia dell’Amministrazione. Al momento si tratta di valutazioni in corso e di ipotesi, ancora, tutte da approfondire e verificare, ma il livello di attenzione è massimo. Gli approfondimenti riguardano in particolare gli effetti degli ultimi scandali giudiziari che hanno coinvolto il territorio e che avrebbero spinto gli organi competenti a una verifica più ampia sugli assetti amministrativi.
Nel caso in cui venissero confermati i presupposti, si aprirebbe la strada al cosiddetto scioglimento per infiltrazioni mafiose, uno strumento straordinario che prevede la sospensione degli organi elettivi e la nomina di una gestione commissariale straordinaria dell’ente. Il periodo di commissariamento, secondo le procedure ordinarie, può variare tra i 12 e i 18 mesi, prorogabili in base alle necessità di risanamento amministrativo.
La città, intanto, vive una fase di attesa e incertezza. La politica locale osserva con cautela l’evolversi della situazione, mentre cresce la consapevolezza che le prossime decisioni potrebbero segnare un passaggio decisivo per il futuro istituzionale del Comune.
Anche tra i cittadini si avverte un clima di preoccupazione, con il timore che un eventuale commissariamento possa incidere profondamente sulla continuità amministrativa e sui progetti già avviati sul territorio. In questo contesto, si moltiplicano le riflessioni sul futuro della macchina comunale e sulla capacità della città di ripartire rapidamente da un’eventuale fase di gestione straordinaria. Le verifiche in corso mirano a chiarire se esistano effettivamente elementi tali da giustificare un intervento così incisivo. Solo al termine degli approfondimenti sarà possibile avere un quadro definitivo, mentre resta alta l’attenzione delle istituzioni anche sul piano della prevenzione e del controllo del territorio.