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Modugno, attesa per la decisione del Viminale sul possibile scioglimento: c’è un’interrogazione parlamentare

Si accende il dibattito istituzionale sul futuro amministrativo del Comune di Modugno, al centro di un’interrogazione parlamentare presentata alla Camera dei Deputati dal parlamentare Marco Lacarra insieme a Serracchiani, Gianassi e Bonafè.

L’atto di sindacato ispettivo è rivolto al Ministro dell’Interno e chiede di chiarire i tempi delle decisioni relative al procedimento amministrativo avviato nei confronti dell’ente locale, alla luce dell’istruttoria conclusa dopo l’invio della commissione d’accesso agli atti e del successivo deposito della relazione in Prefettura.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la vicenda si inserisce in un contesto giudiziario complesso che ha coinvolto diversi soggetti, tra cui un ex assessore comunale arrestato con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso e circa quaranta indagati complessivi, tra cui anche il sindaco pro tempore.

La Prefettura di Bari, acquisiti i pareri degli organi competenti in materia di ordine pubblico, avrebbe trasmesso il dossier al Ministero dell’Interno, aprendo così la possibilità di un eventuale scioglimento del Consiglio comunale ai sensi dell’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali.

Proprio questo passaggio normativo, evidenziano i deputati, comporterebbe in caso di scioglimento la nomina di una commissione straordinaria e una gestione commissariale di almeno diciotto mesi, con conseguente rinvio delle elezioni amministrative. Nel testo parlamentare si sottolinea però anche un elemento politico e istituzionale centrale: il calendario elettorale della primavera 2026.

Una decisione tardiva del Viminale potrebbe infatti impedire ai cittadini di Modugno di votare insieme agli altri comuni italiani chiamati alle urne, prolungando una fase di incertezza amministrativa. I firmatari chiedono dunque al Governo di esprimersi in tempi compatibili con la scadenza elettorale, così da garantire, nel caso in cui non emergano i presupposti per lo scioglimento, la regolare convocazione dei comizi elettorali nel mese di maggio 2026.

Al centro della discussione resta anche il diritto dei cittadini a conoscere con chiarezza il futuro assetto istituzionale del proprio Comune, in un quadro in cui le valutazioni amministrative si intrecciano con delicate questioni giudiziarie e di ordine pubblico.

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