Un carabiniere presente, a garanzia che tutto andasse bene. Era questo che aveva proposto il penalista Salvatore Campanelli, per l’incontro del 25 giugno 2019 al campo sportivo di Adelfia con cui si sarebbero dovute risolvere le controversie fra l’Arevà Ingegneria srl e l’assessore Giovanni Stea. Incontro per il quale oggi sono indagati per concorso in tentata induzione indebita a dare o promettere utilità il direttore dell’Asset Puglia (l’Agenzia strategica per lo sviluppo ecosostenibile dei territori), Elio Sannicandro, in qualità di Commissario straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico della Regione Puglia, l’avvocato Salvatore Campanelli, consulente amministrativo e legale nominato per il supporto al rup (responsabile unico del procedimento) per il fondo di progettazione per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, e l’assessore Giovanni Francesco Stea, all’epoca assessore all’Ambiente. Per falso materiale e per soppressione, distruzione e occultamento di atti è infine indagato il funzionario regionale Daniele Sgaramella.
Secondo i pm Claudio Pinto e Savina Toscani, l’assessore avrebbe cercato di convincere referenti dell’Arevà a risolvere le controversie in corso con la Regione in sede stragiudiziale e a ritirare una denuncia, garantendo in cambio un trattamento di favore, nuovi incarichi inclusi. Ma ignoravano che le loro pressioni sarebbero state denunciate e uno dei partecipanti sarebbe stato preventivamente microfonato dalla guardia di finanza. Al centro della questione quelle controversie da un milione e 400 mila euro, che hanno origine nel 2018 e sono relative ai lavori per l’intervento di risanamento idraulico “Ba014A/10 Comune di Corato – Progetto di salvaguardia idrica dell’abitato – terzo stralcio nel Comune di Corato”.
Con un contratto dell’8 luglio 2014 veniva affidata all’azienda di Noci la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza. Un appalto che però a giugno 2018 veniva revocato da Sannicandro con motivazioni tecniche e relative a presunti ritardi nella consegna e affidato ad un’altra azienda, la Sogeas. Il retroscena della nuova inchiesta su uno spaccato di presunte irregolarità all’interno della Regione Puglia ha radici lontane. Ed è contenuto per buona parte nell’esposto con cui l’11 luglio 2018 l’amministratore unico e rappresentante legale dell’Arevà, Vito Miccolis, denuncia al commissario di governo delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico della Puglia, Sannicandro, al Governatore Michele Emiliano e alla procura di Bari “una serie di fatti penalmente rilevanti”. Il 22 maggio 2018 l’Arevà aveva inviato la fattura per i servizi espletati, “relativamente ai quali è stato rilasciato ilo certificato di regolare esecuzione”. Ma la fattura non viene pagata e allora l’ingegner Trisolini si reca in Regione, negli uffici di Sannicandro, dove scopre che l’impresa appaltatrice era stata pagata, ma la loro fattura era stata bloccata. Non solo. «Con toni minacciosi mi dissero che “l’ingegner Raffaele Sannicandro sta incazzato” – scrive Trisolini – “… e avete pure il coraggio di scrivere … vi posso togliere il contratto … chiamate direttamente Michele Emiliano”».
Il 25 giugno 2019 l’incontro si svolge negli uffici della Regione. Partecipano il direttore dei lavori dell’Arevà, l’ingegner Gianmario Conforti, l’assessore Stea, l’avvocato dell’azienda e Salvatore Campanelli, che attacca: «Ma sul contenzioso forse non mi hai capito». La risposta di Conforti «là il contenzioso l’avete fatto a noi … all’Arevà» da il via al ragionamento di Campanelli che propone accordi: «È normale ma rimane l’impresa di mezzo, ecco perché il discorso lo devi chiudere … che poi sta da pagare ed esco … facciamo una perizia extra o quello … che lo facciamo nominare al giudice o quello che sia … ma noi rappresentiamo un ente, un ministero, non è che mi alzo la mattina ah mò ti do 10 mila euro e va bene, io non posso incorere in danno erariale. No dobbiamo tecnicamente trovare una soluzione (abbassando la voce), poi quando parli con questi … uagliò inutile non romp u cazz, vieni alla transazione … non te lop devo dire io, è un problema tuo.. I particolari ve li dovete vedere voi, io ti ho dato un messaggio». E ancora: «Il discorso bello mio è questo: sta Elio Sannicandro? Da quando sta Elio Sannicandro ci sono io e viceversa.. ciò che i dipendenti possono aver fatto … perché voi due prima di andare a giocare pallone o prima siete andati a donne e poi litigate, è un problema vostro personale, non è della struttura».
Una storia di delibere, collaudi, accessi agli atti negati, appalti da milioni di euro, che dopo il terremoto Lerario e la gestione dei fondi della Protezione civile promette di aprire nuovi e complicati scenari all’interno della Regione.