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Cronaca

Guerra in Medio Oriente, 34 morti nei raid Usa-Israele in Iran. Teheran: «Pronti a una risposta dolorosa»

L’ombra di un conflitto aperto e su larga scala si fa sempre più minacciosa in Medio Oriente. La notte e le prime luci dell’alba di oggi sono state segnate da una violenta ondata di raid aerei condotti dalle forze statunitensi e israeliane contro il territorio iraniano, con un bilancio di vittime che si aggrava di ora in ora.

Secondo quanto riportato dall’emittente Al Jazeera, gli attacchi hanno causato almeno 34 morti, colpendo in modo drammatico la popolazione civile. Il bollettino riporta 23 vittime (tra cui sei bambini) nella sola provincia di Teheran, cinque morti in una zona residenziale della città santa di Qom (a sud della capitale) e altri sei decessi registrati nella città meridionale di Bandar-e Lengeh.

L’avvertimento dei vertici militari iraniani

Di fronte alle esplosioni che hanno sventrato aree residenziali, la reazione di Teheran non si è fatta attendere e i toni lasciano presagire un’ulteriore, pericolosissima escalation. Il comando militare centrale iraniano ha lanciato un monito durissimo.

«Se gli attacchi contro obiettivi civili si ripeteranno, le prossime fasi delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto più devastanti e diffuse», ha avvertito un portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya. La dichiarazione ufficiale è stata diffusa attraverso i canali Telegram dell’emittente di Stato Irib, confermando l’innalzamento del livello di allerta delle forze armate.

Scontro diplomatico: «Le minacce di Trump sono crimini di guerra»

La tensione si infiamma anche sul piano diplomatico, con l’Iran che punta il dito direttamente contro la Casa Bianca. Il viceministro degli Esteri per gli affari giuridici e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha risposto duramente alle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti: «Le minacce di Donald Trump di attaccare infrastrutture non militari dell’Iran costituiscono crimini di guerra», ha affermato, citato dall’agenzia ufficiale IRNA.

Il viceministro ha poi ribadito l’intransigenza della Repubblica Islamica, esortando Washington a fermare le ostilità: «L’Iran darà una risposta decisa, immediata e dolorosa all’aggressione. Consigliamo agli Stati Uniti di porre fine alle loro minacce».

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