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Guerra della droga a Turi: 30 condanne tra i clan Strisciuglio e Parisi, pene fino a 20 anni

Si è chiuso con un bilancio pesantissimo il processo con rito abbreviato nato dall'inchiesta sulle piazze della droga di Turi (Bari): la Gup del Tribunale di Bari, Gabriella Pede, ha inflitto 30 condanne con pene comprese tra i 20 anni e un anno e quattro mesi di reclusione. Solo due gli imputati assolti da tutte…
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Si è chiuso con un bilancio pesantissimo il processo con rito abbreviato nato dall’inchiesta sulle piazze della droga di Turi (Bari): la Gup del Tribunale di Bari, Gabriella Pede, ha inflitto 30 condanne con pene comprese tra i 20 anni e un anno e quattro mesi di reclusione. Solo due gli imputati assolti da tutte le accuse.

L’operazione, culminata con 37 arresti nel febbraio del 2025, è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Bari con l’applicazione della pm Silvia Curione.

Le indagini dei Carabinieri hanno scoperchiato una violenta guerra per il controllo del territorio ingaggiata da due fazioni contrapposte, rispettivamente legate ai potenti clan baresi degli Strisciuglio e dei Parisi. Una tensione sfociata in una lunga scia di atti intimidatori, tra cui il rogo di diverse automobili utilizzate come avvertimento per i rivali.

A capo del fronte legato ai Parisi, secondo la ricostruzione dell’accusa, vi era Michele Parisi, fratello del boss “Savinuccio”, deceduto qualche mese fa. Sul fronte opposto, a tirare le fila del gruppo vicino agli Strisciuglio c’era un volto storico della criminalità barese: Davide Monti, tristemente noto alle cronache giudiziarie sin dai primi anni Duemila con l’inquietante soprannome di “Il bambino con la pistola”.

Secondo gli inquirenti, Monti impartiva gli ordini e gestiva la piazza di spaccio di Turi direttamente dalla sua cella in carcere. Assolto da un singolo episodio di cessione di droga “per non aver commesso il fatto”, il boss è stato comunque condannato a 17 anni di reclusione. La pena più severa, pari a 20 anni di carcere, è toccata invece a Vito Laera, braccio destro di Monti e considerato uno dei principali organizzatori dell’associazione criminale. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

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