Categorie
Bari Cronaca

Frode sui fondi “Covid”, dieci persone rischiano il processo: la truffa orchestrata da una famiglia barese

Un presunto sistema costruito per intercettare indebitamente i fondi pubblici destinati alle imprese in difficoltà durante la pandemia approda ora davanti al giudice. La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone, accusate a vario titolo di truffa aggravata, malversazione ai danni dello Stato e riciclaggio.

L’inchiesta, coordinata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza del capoluogo pugliese, ruota attorno a finanziamenti erogati nell’ambito del cosiddetto Decreto Liquidità, misura straordinaria varata per sostenere il tessuto economico durante l’emergenza Covid.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, al centro del presunto meccanismo ci sarebbe Vito Di Cosola, ritenuto l’organizzatore dell’operazione. Con lui anche la figlia Marika Di Cosola e altri familiari e conoscenti. L’accusa sostiene che, attraverso tre società costituite nel 2021 e ritenute riconducibili allo stesso nucleo, sarebbero stati ottenuti finanziamenti da 30mila euro ciascuno dichiarando falsamente il possesso dei requisiti richiesti.

Un ruolo chiave, sempre secondo la Procura guidata dalla pm Chiara Giordano, sarebbe stato svolto dall’ex commercialista Raffaele Catacchio, indicato come colui che avrebbe curato la predisposizione delle pratiche e individuato i prestanome necessari a sostenere l’operazione. Un sistema che, nelle intenzioni degli investigatori, avrebbe consentito di aggirare i controlli e accedere ai fondi pubblici. Una volta ottenuto il denaro, questo sarebbe stato rapidamente spostato: trasferimenti su conti personali, prelievi in contanti e passaggi a soggetti terzi avrebbero caratterizzato la fase successiva, configurando, secondo l’impianto accusatorio, operazioni di riciclaggio finalizzate a disperdere le tracce delle somme.

Oltre ai componenti della famiglia Di Cosola, tra gli indagati figurano anche Tiziana Di Chio, Fabrizio Romito, Pietro Giuseppe Mastrangelo, Giovanna Fornelli, Jamillo Fabbrizi, Antonio Pellegrino e Salvatore Guerra, provenienti da diverse località tra Bari e provincia, fino a Roma e al Foggiano.

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version