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Certificati falsi per evitare i Cpr, coinvolti oltre 20 medici: perquisizioni anche a Bari

L’indagine si inserisce nel contesto dell’inchiesta che mesi fa aveva portato ad analoghi provvedimenti a carico di otto professionisti

Certificati falsi per evitare i Cpr, coinvolti oltre 20 medici: perquisizioni anche a Bari

Perquisizioni anche a Bari nell’ambito di un’inchiesta della polizia di Stato su presunte certificazioni mediche false rilasciate per impedire l’invio di cittadini stranieri irregolari nei Cpr.

Sono oltre venti i medici coinvolti nell’operazione. La polizia, con lo Sco di Roma e la squadra mobile di Ravenna, ha eseguito diversi decreti di perquisizione – locale, personale e informatica – emessi dalla Procura ravennate.

Destinatari dei decreti, a eccezione di un caso, sono medici non iscritti nel registro delle persone nei cui confronti si svolgono le indagini preliminari.

L’attività giudiziaria interessa oltre venti professionisti nelle città di Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese.

L’indagine si inserisce nel contesto dell’inchiesta che mesi fa aveva portato ad analoghe perquisizioni, su delega della Pm Angela Scorza, a carico di otto medici all’epoca tutti in servizio al reparto delle Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna, indagati per falso e interruzione di pubblico servizio per 34 certificati considerati falsi.

Per tre di loro era scattata, su ordinanza della gip Federica Lipovscek, l’interdizione dalla professione per dieci mesi. Per gli altri il divieto di occuparsi di certificati per i Cpr.