Accampati in una tendopoli di fortuna in una zona periferica, senza che vengano rispettate le minime condizioni igienico-sanitarie. È così che vivrebbero circa duecento lavoratori stagionali alla periferia di Cerignola, in via Candela. A denunciarlo è la Caritas diocesana che ha chiesto l’intervento delle istituzioni affinché «venga trovata una soluzione definitiva al problema che si presenta ogni anno da metà agosto fino a metà ottobre».
Il direttore dell’ente di carità, Paolo Rubbio, spiega che «subito dopo Ferragosto, iniziano ad arrivare i lavoratori stagionali impegnati prevalentemente nella raccolta dell’uva. Si accampano in zone di fortuna, da qualche anno occupano i terreni di via Candela, vivendo in condizioni disperate».
Si tratta, prosegue Rubbio, «di circa 200 persone, prevalentemente nordafricani, che lavorano nella zona e che vanno in altre regioni d’Italia intorno a metà ottobre. Non abbiamo un monitoraggio preciso, ma ci basiamo sui numeri di coloro che quotidianamente fanno accesso alla nostra mensa per un pasto e per usufruire dei servizi igienici». È, infatti, attiva la mensa presso la Casa della Carità grazie all’impegno quotidiano di numerosi volontari e volontarie.
Rubbio spiega anche che «si tratta di condizioni di grave marginalità. Si accampano con cartoni o mezzi di fortuna, a volte anche utilizzando tende da campeggio. Vivono senza acqua, senza corrente elettrica. Abbiamo interloquito con le varie istituzioni, in primis con il Comune, e siamo stati anche ricevuti dal prefetto nei giorni scorsi».
Dall’incontro, stando a quanto riportato in un comunicato dalla Caritas, è emerso che l’Amministrazione comunale garantirà condizioni dignitose sotto il profilo igienico-sanitario e del decoro, le forze dell’ordine assicureranno una maggiore presenza e vigilanza, i servizi competenti effettueranno interventi di pulizia, raccolta dei rifiuti e gestione ordinata degli spazi.
La Caritas – che chiede di non essere lasciata sola – continuerà a svolgere la propria azione di prossimità e solidarietà.
