È morto dopo alcuni giorni di agonia il bracciante agricolo di origini indiane rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto l’11 maggio in un’azienda della Murgia materana.
L’uomo, 44 anni, residente in zona rurale Murgiana, era stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Potenza in condizioni critiche ed era ricoverato in rianimazione. Le sue condizioni si sono progressivamente aggravate fino al decesso.
Sulla vicenda la Procura della Repubblica di Matera ha aperto un fascicolo che, partendo dall’ipotesi iniziale di lesioni personali colpose, si è ora esteso fino a quella di omicidio colposo e intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Al centro delle verifiche c’è la posizione del datore di lavoro, titolare dell’azienda agricola, indicato dalla denuncia-querela presentata dal fratello della vittima, assistito dall’avvocato Marisa Clemente.
Secondo quanto ricostruito nell’atto, il bracciante sarebbe stato impiegato in condizioni lavorative particolarmente gravose, con turni protratti, anche, per oltre dodici ore giornaliere. Il giorno dell’incidente, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stato lo stesso datore di lavoro a contattarlo e a prelevarlo per condurlo nelle stalle aziendali, dove si sarebbe poi verificato il grave infortunio, forse a seguito di un calcio ricevuto da un cavallo.
La famiglia, assistita dal proprio legale, insiste sulla necessità di accertare con precisione la dinamica dei fatti e il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. L’avvocato che segue i parenti della vittima sottolinea come «ogni elemento, dagli orari effettivi alle condizioni operative in azienda, dovrà essere verificato senza zone d’ombra».
Gli inquirenti hanno disposto l’acquisizione di documentazione contrattuale, cartelle cliniche e immagini di videosorveglianza, oltre all’audizione di alcuni colleghi del lavoratore. L’obiettivo è chiarire se si sia trattato di un tragico incidente o se la morte sia maturata in un contesto di sfruttamento e carenze nella sicurezza. La comunità dei lavoratori stranieri della zona resta scossa, mentre la magistratura prosegue gli accertamenti per definire eventuali responsabilità penali.
