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Bari, 35enne morì in un incidente sulla Ss16: «Guardrail inadeguato». Assolti i due imputati per omicidio colposo

Sarebbe stato un guardrail «inadeguato» la causa della morte del 35enne di Corato Luigi Marcone, deceduto il 30 luglio del 2014 dopo una settimana di coma, a seguito di un incidente stradale. Lo ha stabilito il Tribunale di Bari che ha assolto «perché il fatto non sussiste» i due imputati accusati di omicidio colposo. L'incidente…
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(Foto Adnkronos)

Sarebbe stato un guardrail «inadeguato» la causa della morte del 35enne di Corato Luigi Marcone, deceduto il 30 luglio del 2014 dopo una settimana di coma, a seguito di un incidente stradale. Lo ha stabilito il Tribunale di Bari che ha assolto «perché il fatto non sussiste» i due imputati accusati di omicidio colposo.

L’incidente si era verificato il 24 luglio di dodici anni fa sulla strada statale 16 all’altezza del quartiere barese di Torre a Mare.

Stando alla dinamica ricostruita dalle indagini, i due imputati, un 35enne inglese, in quei giorni in vacanza in Puglia, e un 53enne di Mola di Bari, erano alla guida di altrettante auto sulla carreggiata nel senso di marcia opposto a quello su cui viaggiava la vittima. Il 35enne, a bordo di un suv Range Rover Defender, avrebbe iniziato una manovra di sorpasso, ma il sopraggiungere della Audi A6 guidata dal 53enne, lo avrebbe costretto ad una «brusca manovra di rientro», con parziale perdita di controllo del mezzo.

Il suv avrebbe sbandato, sfondando il guardrail e finendo contromano sulla corsia nell’altro senso di marcia. A quel punto si sarebbe schiantato frontalmente contro la Citroen C3 guidata da Marcone.

A processo erano finiti il 35enne inglese e il 53enne di Mola, difesi rispettivamente dagli avvocati Luca Bruno e Giuseppe Maralfa.

Secondo il giudice che li ha assolti, «certamente l’evento è stato causato dalla mancanza di una barriera stradale adeguata e conforme alle normative vigenti», evidenziando che «la funzione specifica della barriera metallica di sicurezza è quella di contenere e deviare il veicolo in slittamento, consentendo al conducente di riprendere la traiettoria corretta e certamente non di essere sbalzato oltre la barriera stessa, e ciò può far escludere la responsabilità dell’imputato».

Per quanto riguarda la posizione del 53enne, il giudice spiega che l’ipotesi di eccesso di velocità non è stata confermata da dati tecnici, ma è solo «un fatto congetturale».

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