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Ancora disordini nel carcere di Taranto, sei agenti feriti: «Aggrediti da detenuto che impugnava punteruolo»

Ancora disordini nel carcere di Taranto, sei agenti feriti: «Aggrediti da detenuto che impugnava punteruolo»

Ancora disordini nel carcere di Taranto dove ieri pomeriggio sei agenti di polizia penitenziaria sarebbero rimasti feriti dopo una violenta aggressione da parte di un detenuto.

I poliziotti – tra ispettori, sovrintendenti e agenti – hanno dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso e hanno riportato prognosi tra dieci e trenta giorni.

A denunciare l’episodio sono i sindacati di polizia penitenziaria Sappe e Uspp, che chiedono interventi urgenti per garantire la sicurezza del personale e parlano di «situazione non più sostenibile».

L’episodio risale a ieri pomeriggio ma avrebbe avuto origine nella mattinata del giorno prima, quando un detenuto sarebbe stato coinvolto in un’aggressione da parte di altri reclusi, venendo protetto da un agente. Trasferito in un altro reparto, avrebbe poi incendiato un materasso, rendendo necessaria l’evacuazione della sezione per il fumo. Condotto in isolamento, avrebbe continuato a manifestare forte agitazione, arrivando a minacciare il personale sanitario intervenuto per somministrargli una terapia.

Secondo la ricostruzione del Sappe, il detenuto avrebbe impugnato un rudimentale punteruolo, rendendo necessario l’intervento di un nucleo di Polizia penitenziaria con scudi protettivi. Durante le operazioni di contenimento avrebbe colpito diversi operatori, provocando anche la frattura di una mano a uno degli agenti.

«Tutela dei detenuti e sicurezza degli operatori non sono principi contrapposti», dice il Sappe, ricordando di aver già presentato un esposto alla Procura di Taranto e scritto al Presidente della Repubblica. Il sindacato annuncia «più incisive forme di protesta».

L’Uspp sottolinea che «il carcere di Taranto è una struttura al collasso». Il sindacato il 15 agosto ha scritto al ministro della Giustizia Nordio, chiedendo un piano straordinario di assunzioni per la polizia penitenziaria. «Le nostre richieste – dice – sono rimaste, finora, lettera morta. La politica si assuma la responsabilità di affrontare concretamente questa emergenza».