Fine di un incubo giudiziario e restituzione della piena libertà per una donna di 52 anni residente a Taviano, in provincia di Lecce. Finita alla sbarra con la delicata accusa di aver perseguitato il parroco della sua stessa cittadina, la donna è stata assolta oggi con formula piena perché «il fatto non sussiste».
La sentenza di assoluzione è stata pronunciata dal Gup del Tribunale di Lecce, Angelo Zizzari, al termine del processo celebrato con la formula del rito abbreviato. La decisione del giudice ha di fatto azzerato le richieste della pubblica accusa: la pm Maria Grazia Anastasia aveva infatti invocato per l’imputata una condanna a un anno di reclusione.
Il caso aveva destato scalpore nella piccola comunità salentina. Il sacerdote, che si era costituito parte civile nel procedimento giudiziario, denunciava di essere vittima di reiterati atti persecutori, comportamenti ossessivi e stalking andati avanti per un triennio, dal 2022 al 2025.
Un quadro accusatorio ritenuto inizialmente solido, tanto che lo scorso agosto l’autorità giudiziaria aveva emesso una misura cautelare molto restrittiva nei confronti della 52enne: il divieto assoluto di avvicinamento al prelato, accompagnato dall’obbligo di indossare il braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti.
Con la sentenza odierna, che ha smontato integralmente le accuse scagionando in toto la parrocchiana, il giudice ha contestualmente disposto la revoca immediata della misura cautelare, liberando la donna dal dispositivo elettronico.