La gestione dei rifiuti continua a rappresentare una delle principali criticità dei servizi pubblici locali e Brindisi ne è un esempio emblematico. Secondo uno studio del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali della Uil, la città tra i comuni italiani è al secondo posto per la Tari più elevata: nel 2025 il costo medio annuo per un nucleo familiare è pari a 529 euro.
Solo Pisa, con 650 euro, registra una spesa più alta, mentre subito dopo compaiono Pistoia (524 euro), Trapani (521), Genova (518) e Barletta (517). Un confronto che evidenzia come il peso fiscale sui rifiuti sia particolarmente gravoso in diverse realtà del Mezzogiorno, ma non solo. All’estremo opposto si collocano città come La Spezia, dove la Tari si ferma a 180 euro annui, o Novara e Belluno, poco sopra i 200 euro.
Lo studio
L’analisi della Uil, basata sui dati delle delibere comunali del Dipartimento delle Finanze, prende in considerazione un nucleo di quattro persone in un’abitazione di 80 metri quadrati e mette in luce forti iniquità territoriali. «Una tassa concepita per coprire i costi di raccolta e smaltimento si è trasformata in un prelievo sempre più gravoso», afferma il segretario confederale Biondo, che individua tra le cause principali la carenza cronica di impianti di trattamento e riciclo. Una situazione che, in territori come Brindisi e gran parte del Mezzogiorno, costringe i Comuni a trasferire i rifiuti fuori regione, con inevitabili extracosti che finiscono direttamente nelle bollette di famiglie e imprese.
La Uil sottolinea inoltre come il Pnrr, pur rappresentando un’occasione storica per superare queste criticità, proceda a velocità diseguale e spesso troppo lenta. In questo contesto, anche strumenti come la tariffazione puntuale rischiano di tradursi in un ulteriore aggravio per i cittadini, se non accompagnati da investimenti strutturali e da una governance trasparente.
Per Brindisi, il dato dei 529 euro annui diventa così il simbolo di un sistema che chiede molto ai contribuenti ma restituisce poco in termini di efficienza e sostenibilità.