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Nave per le forze dell’ordine al G7 in Puglia: chiesti due rinvii a giudizio per «frode sulle forniture»

Torna a galla, questa volta nelle aule di tribunale, lo scandalo della “Mykonos Magic”, ribattezzata all’epoca la “nave della vergogna”. La Procura di Brindisi ha chiesto il rinvio a giudizio per due manager della società armatrice, accusati di frode nelle pubbliche forniture per la gestione dell’alloggio di oltre 2.500 operatori delle forze dell’ordine impegnati nel G7 in Puglia del giugno 2024.

Sotto accusa sono finiti Antonios Moustakas (41 anni, direttore e legale rappresentante della Mykonos Magica Inc) e George Tatsos (39 anni, procuratore speciale della stessa società). Secondo gli inquirenti, i due avrebbero violato il contratto stipulato con lo Stato il 3 giugno 2024: la nave, consegnata pochi giorni dopo, si presentava priva delle caratteristiche pattuite e in condizioni igienico-sanitarie tali da non rispettare gli standard minimi di abitabilità, costringendo gli agenti a una convivenza da incubo.

Il GIP del tribunale di Brindisi, Barbara Nestore, ha invece accolto la richiesta di archiviazione per la 21enne Adriana Iliopoulou Despoina, proprietaria della società, scagionandola dalle accuse. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Brindisi e dallo SCO (Servizio Centrale Operativo), approderanno ora in aula: l’udienza preliminare per Moustakas e Tatsos, difesi dagli avvocati Massimo Manfreda e Nicola Ridolfi, è stata fissata per il 12 maggio 2026 davanti al GUP Vittorio Testi.

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