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Mesagne, prestava soldi con tassi vicini al 200%: arrestato un usuraio. Con i familiari si vantava: «È il mio mestiere»

Avrebbe prestato denaro con tassi vicini al 200% il pregiudicato di Mesagne arrestato dagli agenti della polizia di Stato con l'accusa di usura aggravata dal metodo mafioso. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia (Dda) nei confronti dell'uomo che, già…
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Avrebbe prestato denaro con tassi vicini al 200% il pregiudicato di Mesagne arrestato dagli agenti della polizia di Stato con l’accusa di usura aggravata dal metodo mafioso.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia (Dda) nei confronti dell’uomo che, già in passato, era stato condannato per associazione mafiosa.

Stando a quanto emerso dalle indagini, proprio avvalendosi della «forza d’intimidazione derivante dal vincolo associativo» – spiegano dalla Questura di Brindisi in una nota – l’uomo, facendo anche riferimenti a «superiori referenze criminali» avrebbe prestato denaro a interessi usurai. In un caso, a fronte di duemila euro ne avrebbe pretesi ventimila (con un tasso del 192%). Un’altra volta avrebbe prestato alla vittima tremila euro costringendola a restituirgliene ventiquattro (tasso del 180%).

Dalle indagini è emerso anche che le modalità di riscossione prevedevano il versamento mensile degli interessi (circa 400 euro che potevano diventare 600 quando la vittima non riusciva a consegnarli interamente ad inizio mese) attraverso la consegna di contanti nella cassetta delle lettere dell’abitazione dell’arrestato. A garanzia del debito, le vittime erano costrette a consegnare cambiali firmate in bianco, trovate e sequestrate dai poliziotti durante le perquisizioni a carico dell’uomo.

Le vittime potevano sanare i propri debiti solo quando fossero riusciti a corrispondere l’intero prestito in un’unica soluzione.

Le indagini, spiegano i poliziotti, «hanno evidenziato la particolare spregiudicatezza dell’indagato». Dalle intercettazioni è emerso come l’uomo considerasse l’usura «un vero e proprio “mestiere”, vantandosi con i propri familiari della capacità di moltiplicare i profitti illeciti». L’uomo avrebbe anche minacciato le persone che non riuscivano a pagarlo, anche prospettando l’intervento di esponenti della criminalità organizzata.

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