È da circa un anno che a Ostuni si parla di refezione scolastica e fino a qualche mese fa il consiglio comunale marciava compatto verso una decisione importante che restituisse a scuole, famiglie, alunni una duratura tranquillità. Ma poi a qualcuno sarà andato di traverso il boccone e ha deciso di alzare inutili polveroni e creare spaccature, che hanno tutto il sapore di battaglie politiche fra gruppi, senza riguardare il merito della questione.
Il Comune infatti ha indetto una regolare gara per la gestione del servizio e a presentarsi è stato il gruppo Ladisa con un’offerta che prevede la riqualificazione dei refettori delle scuole, la gestione del servizio mensa, la realizzazione e gestione di un supermercato solidale e di una mensa sociale, un centro di cottura che dopo 25 anni sarà poi ceduto al Comune di Ostuni. Valore dell’appalto 22 milioni di euro che coprono però un arco temporale di 25 anni. Investimento immediato di 2,5 milioni di euro, cosa che evidentemente altri eventuali competitor non erano in grado di fare.
A mettersi di traverso in una decisione che fino all’estate scorsa trovava tutti d’accordo, l’opposizione e il gruppo socialista in particolare con Domenico Tanzarella, consigliere comunale, ex sindaco nonché destinatario, a quanto pare, di una contestazione per reati fallimentari legati alla carica di curatore e padre di Giuseppe Tanzarella, segretario dei socialisti.
Insomma dopo la spaccatura politica fra Pd e area socialista del 4 luglio scorso, si sono svolti altri consigli comunali ed è stata anche istituita una commissione che dovrà valutare la proposta del gruppo Ladisa. Socialisti e centrodestra sollevano dubbi sulla concessione di un appalto con un arco temporale così lungo, mentre Pd e maggioranza sottolineano l’opportunità di una scelta che, fra l’altro, metterebbe fine all’attuale parcellizzazione dei centri di cottura presenti nei vari istituti scolastici.
Ma allora cosa spinge i socialisti ad opporsi a questa scelta?
«Credo che siano più motivi politici che tecnici, ma la questione non mi appassiona particolarmente» afferma candidamente il sindaco Angelo Pomes.
Ma lei in che rapporti è con Domenico Tanzarella?
«Non buoni, non mi saluta più, se ha deciso di non salutarmi più vuol dire che i rapporti non sono buoni. Io lavoro nell’interesse della comunità, è stato fatto un percorso di un anno con tutte le evidenze, gli approfondimenti. Abbiamo fatto un bando per incaricare una ditta terza che valutasse autonomamente la bontà dell’iniziativa e la KG Project, azienda emiliana, si è espressa nettamente e chiaramente. Una volta che abbiamo avuto tutte queste informazioni, abbiamo attivato le procedure di gara e le evidenze. Ha partecipato solo l’azienda Ladisa e ci sarà anche una commissione che giudicherà. I numeri sono stati valutati tecnicamente: la bontà della proposta, il rapporto fra numero degli anni rispetto all’investimento economico che porta alla gestione della refezione, alla realizzazione di un centro cottura e a tutti gli altri servizi».
Ma allora come si giustifica questa spaccatura?
«Nel momento in cui dal punto di vista tecnico, economico e amministrativo – risponde il sindaco Pomes – l’offerta fosse risultata la scelta migliore per la nostra comunità, politicamente non avremmo avuto nessuna difficoltà. Poi qualcuno ha cambiato idea, pazienza». Però si è arrivati sino a convocare per fine mese un consiglio monotematico. «No, non sarà monotematico, hanno scritto male. C’è un consiglio comunale dove ci sono altri argomenti. Ma è molto probabile che noi organizziamo anche un’assemblea pubblica con le dirigenti, i rappresentanti dei genitori onde tranquillizzare e sgombrare il campo da qualsiasi tipo di dubbio e poi anche i consiglieri di maggioranza stanno valutando di proporre un ordine del giorno». Ovviamente abbiamo cercato di parlare con Domenico Tanzarella, ma non ha risposto.








