Una startup climate tech all’avanguardia, impegnata a promuovere l’autonomia energetica sostenibile attraverso la fornitura di energia rinnovabile e acqua pulita a chilometro zero, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili: è Green Independence, fondata dai due brindisini Alessandro Monticelli e Marta Pisani, che macina successi uno dopo l’altro. La start up, durante un recente evento nel capoluogo adriatico, ha annunciato l’apertura di un nuovo round di investimenti da 7 milioni di euro, per sostenere la crescita, completare lo sviluppo di Soleidon, il modulo che consente di produrre energia rinnovabile e, in parallelo, desalinizzare acque marine. Questi finanziamenti si aggiungono ai 2,5 milioni di euro già raccolti tra investitori privati e sovvenzioni pubbliche.
Da dove nasce la start up? Green Independence nasce dall’idea di due giovani innovatori brindisini con esperienze diverse ma complementari: Alessandro, ingegnere meccanico, ha studiato al Politecnico di Torino e in prestigiose università americane, per poi lavorare in General Electric. Marta, esperta di marketing e innovazione, ha lavorato in aziende di consulenza, inizialmente nel settore delle energie rinnovabili e poi nell’ambito delle startup. Insieme, hanno trasformato un’intuizione scientifica in un progetto concreto che può rivoluzionare il mondo dell’energia pulita. A loro abbiamo rivolto alcune domande.
Come è nato l’interesse per le tematiche ambientali?
«L’idea alla base di Green Independence è nata durante il percorso accademico di Alessandro negli Stati Uniti, durante il quale si è imbattuto nel concetto di “foglia artificiale”, un dispositivo capace di imitare la fotosintesi per produrre energia. Da qui, l’ispirazione: creare un sistema efficiente, accessibile e scalabile per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Con il supporto di ricercatori del Politecnico di Torino, nostro partner per la ricerca e sviluppo, e aziende, abbiamo sviluppato la tecnologia NAL (New Artificial Leaf), un pannello solare che, oltre a produrre energia pulita, purifica l’acqua e genera idrogeno verde, aprendo nuove prospettive per un futuro sostenibile».
Potete spiegare in breve il funzionamento di Nal?
«Nal è un pannello solare multifunzionale che va oltre la semplice produzione di elettricità. Immagina un sandwich a tre strati: un normale pannello fotovoltaico, con due funzioni in più: oltre a generare energia pulita, sfrutta il calore in eccesso per purificare l’acqua e l’elettricità prodotta per ottenere idrogeno verde, una fonte di energia rinnovabile. Il segreto sta in due moduli, integrati nel retro del pannello. Il primo che purifica l’acqua, sfruttando il calore emanato dal pannello, come avviene nelle pompe di calore. Il secondo che genera idrogeno verde, separando l’acqua nei due elementi che la compongono, idrogeno e ossigeno, grazie a una reazione elettrochimica. Tutto questo avviene direttamente nel pannello, riducendo gli sprechi e abbattendo i costi di produzione dell’idrogeno, rendendolo finalmente competitivo rispetto ai combustibili tradizionali ed inquinanti».
A che punto è lo sviluppo e la diffusione del progetto? Ci sono partner pubblici e privati?
«Il modulo che purifica l’acqua ha superato con successo la fase di ricerca e sviluppo ed è pronto per essere industrializzato. Il modulo per la produzione di idrogeno verde è ancora in fase di ricerca e sviluppo. Per portare avanti il progetto, Green Independence ha già raccolto circa 2,5 milioni di euro tra investimenti privati e finanziamenti pubblici, e collabora con partner strategici come Politecnico di Torino, Athena Industries e Cetma. Abbiamo inoltre ricevuto il riconoscimento del Ministero dell’Ambiente, che ha definito il nostro progetto strategico per la transizione energetica italiana ed europea, oltre ad aver ricevuto 20 lettere di interesse e supporto da player tra cui Eni, Enel, Snam, Acea, Italgas e Acquedotto Pugliese. L’obiettivo ora è duplice: completare l’industrializzazione del modulo solare-acqua e avviare i primi impianti pilota, con la prospettiva di portarlo sul mercato entro il 2026; proseguire la ricerca e sviluppo e l’industrializzazione del modulo per la produzione dell’idrogeno così da lanciare il pannello Nal completo entro il 2027».
Nuove idee rivoluzionarie all’orizzonte?
«Oltre al perfezionamento tecnologico del pannello Nal, stiamo continuando ad esplorare nuove applicazioni in collaborazione con leader di mercato di diversi settori, tra cui quello marittimo e portuale, ferroviario, alimentare e agricolo. Ad esempio, nei porti, il nostro pannello potrebbe produrre idrogeno direttamente dall’acqua di mare per alimentare le navi, contribuendo a ridurre l’inquinamento marittimo. Nell’agricoltura e nell’industria, invece, Nal potrebbe fornire energia e acqua pulita per rendere più sostenibili i processi produttivi. Il nostro obiettivo è chiaro: rendere energia e acqua pulita accessibili a tutti, senza compromessi su efficienza e sostenibilità».