Le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente rischiano di impattare pesantemente sui mercati energetici italiani, riaprendo scenari d’emergenza in vista della stagione fredda. A lanciare l’allarme è Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, che in un’intervista a La Repubblica sottolinea l’urgenza di accumulare scorte per il prossimo inverno.
Tra le misure estreme che potrebbero rendersi necessarie, Tabarelli prospetta la riapertura delle due centrali elettriche a carbone di Brindisi e Civitavecchia. L’Italia, ricorda l’esperto, rimane il Paese meno autonomo della Ue sul fronte energetico, un fattore di debolezza che sta già spingendo le bollette ai massimi dal 2023, con ulteriori rincari all’orizzonte.
Sul fronte dei carburanti, il presidente di Nomisma critica la scelta del Governo di prorogare a lungo il taglio delle accise, una misura che avrebbe impedito ai consumatori di comprendere la gravità della crisi e di ridurre i consumi. Nonostante i mercati abbiano finora evitato il panico, la minaccia che la benzina possa toccare i tre euro al litro resta concreta. Critico anche verso le politiche europee sulla transizione, ritenute poco aderenti alla realtà di un parco circolante italiano quasi totalmente termico, Tabarelli invita a un cambio di abitudini quotidiane: utilizzare meno l’auto e ridurre la velocità di guida.
