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Brindisi Cronaca

Dieci giorni di silenzio nello Ionio, ancora nessuna traccia del kitesurfer Mimmo Piepoli

Il mare cristallino tra Porto Cesareo e Torre Lapillo, solitamente meta di sportivi e turisti, è diventato da dieci giorni lo scenario di una ricerca angosciante che non sembra trovare risposte.

Dal primo maggio, giorno in cui Mimmo Piepoli, 39enne originario di Erchie, è stato visto per l’ultima volta cavalcare le onde con il suo aquilone, il silenzio è calato su una vicenda che tiene con il fiato sospeso l’intero Salento.

La scomparsa

Tutto è iniziato durante una giornata caratterizzata da condizioni meteo che, sebbene ideali per gli amanti del kitesurf, nascondevano insidie fatali. Secondo le ricostruzioni, Piepoli si trovava in acqua nel tratto compreso tra Torre Chianca e Torre Lapillo quando, improvvisamente, è sparito dalla vista dei compagni che erano con lui. A tradire lo sportivo potrebbero essere state le forti raffiche di tramontana e le correnti ioniche, che lo avrebbero spinto rapidamente al largo, rendendo impossibile il rientro a riva.

I soccorsi imponenti

Le operazioni, coordinate dalla Capitaneria di Porto di Bari, sono scattate immediatamente, mettendo in campo un dispiegamento di forze massiccio. Nei primi giorni, il tratto di mare è stato passato al setaccio da motovedette, droni e velivoli equipaggiati con luci speciali per il pattugliamento notturno. Fondamentale è stato anche l’apporto dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Bari e Taranto che hanno scandagliato i fondali vicini al punto dell’ultimo avvistamento. Con il passare delle ore, l’area delle ricerche è stata drasticamente ampliata.

La Guardia Costiera, supportata anche dalla nave Corsi partita da Crotone, ha esteso il raggio d’azione all’intero Golfo di Taranto, spingendosi fino alle coste della Calabria. Al decimo giorno, l’attenzione resta altissima: pattugliatori d’altura e gommoni continuano a perlustrare ogni anfratto della costa, non limitandosi più solo al litorale ionico.

Il giallo degli oggetti

Un elemento di speranza, ma anche di incertezza, è rappresentato dalle numerose segnalazioni che giungono dai centri costieri del versante adriatico e meridionale, come Castro e Novaglie. In queste zone sono stati avvistati oggetti in mare, tavole da surf e piccole vele che la Guardia Costiera sta verificando meticolosamente per capire se possano appartenere a Piepoli. Tuttavia, finora, nessun reperto ha fornito la prova definitiva del passaggio del 39enne.

L’attesa dei familiari

In questo scenario di incertezza, la famiglia di Mimmo resta in costante contatto con le autorità, aggrappandosi a ogni minima traccia. La Capitaneria continua a invitare chiunque avvisti elementi sospetti a segnalarli immediatamente, poiché ogni dettaglio potrebbe essere decisivo per risolvere un caso diventato, con il passare del tempo, inevitabilmente più complesso. La comunità di Erchie e gli amici non smettono di sperare, mentre le onde dello Ionio continuano a restituire solo silenzio.

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