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Cerano, la centrale a carbone di Enel in «riserva fredda». C’è l’emendamento in Camera

Da centrale interessata dal phase-out imminente, a riserva fredda per 12 anni. Parliamo di Cerano, centrale a carbone di Enel che fino al 2038 rimarrà al suo posto per garantire la sicurezza nazionale. L’emendamento A renderlo noto è stata la Camera dei deputati dopo un emendamento, presentato da Lega e Azione, che posticipa al 2038…
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Da centrale interessata dal phase-out imminente, a riserva fredda per 12 anni. Parliamo di Cerano, centrale a carbone di Enel che fino al 2038 rimarrà al suo posto per garantire la sicurezza nazionale.

L’emendamento

A renderlo noto è stata la Camera dei deputati dopo un emendamento, presentato da Lega e Azione, che posticipa al 2038 la scadenza per il phase-out dal carbone e, automaticamente, allunga la vita della centrale di Cerano.

Fino a pochi mesi fa, la cessazione della produzione elettrica da carbone era prevista per la fine del 2025. I recenti fatti di cronaca internazionale – la guerra in Iran e le crescenti tensioni in Medio Oriente – hanno fatto fare dietrofront al governo. Se il divieto di produzione ordinaria di energia dalle centrali a carbone rimane valido, per una dozzina d’anni le centrali rimarranno pronte a riprendere le loro attività in caso di emergenze nazionali. La data di posticipo del phase out non è casuale: nello stesso periodo verranno avviati nuovi impianti elettronucleari.

La situazione di Brindisi

Non è ben chiaro ancora, però, quali ripercussioni possa avere la riserva fredda sul piano di riconversione industriale che interesserà Cerano: lo slittamento del termine ultimo per il phase out e i piani di riconversione industriali andranno di pari passo? Questo è ciò che in tanti si augurano per il futuro industriale della città, su cui c’è più di qualche incertezza. Così come vi sono incertezze nelle modalità operative dell’azienda durante la riserva fredda, esattamente come emerso dal confronto tra istituzioni locali ed Enel delle scorse settimane.

Nonostante il ritorno ai pieni regimi del carbone si sia concluso nel 2023, la centrale brindisina si conferma un asset strategico per l’Italia nei prossimi dodici anni. La questione si sposta ora sulle modalità di gestione di questa fase. Da tempo, infatti, si discute della rifunzionalizzazione del sito e della riqualificazione dei lavoratori, nel tentativo di conciliare le esigenze energetiche con le istanze del territorio.

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