Brindisi attende ancora risposte concrete sul destino della centrale Enel di Cerano Federico II. Il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, rispondendo ieri al question time alla Camera, ha ripreso il tema della «riserva fredda». «Le centrali di Brindisi e Civitovecchia – ha ripetuto nuovamente Pichetto – non sono economicamente sostenibili rispetto ad altre fonti. Sono ferme da tempo, rispettando gli impegni europei, ma restano in ‘riserva fredda’ per emergenze sul gas naturale, come nel 2022». Il ministro ha annunciato valutazioni tecniche in corso al Ministero dell’Ambiente su fattibilità regolatoria ed economica di questa opzione, in un contesto geopolitico instabile.
«Brindisi ha dato troppo»
Sono intervenuti sul tema Alessandro Battilocchio e Mauro D’Attis (Forza Italia): «Si autorizzi Enel a mettere in sicurezza e smantellare, aprendo a nuovi investimenti con enti locali. Oppure riserva fredda con garanzie per l’indotto e decommissioning controllato». Il punto cruciale infatti è quello legato ai fondi: rumors parlano di un’assegnazione della centrale all’Esercito italiano e di fondi, tra 60 e 100 milioni di euro, da stanziare per la bonifica, che potrebbero essere attinti dal Ministero della Difesa.
«Brindisi e Civitavecchia hanno contribuito enormemente al Paese – sottolineano i parlamentari azzurri – Serve un percorso chiaro, concordato con Regione e territorio». In questo senso, si attende di conoscere la bozza di Accordo di programma relativa alla centrale brindisina, che dovrebbe essere diffusa, come detto dallo stesso D’Attis, entro la fine di gennaio.
Anche Legambiente moto critica nei confronti della vaghezza degli ambienti romani: «Annunciata senza atti – dice Daniela Salzedo, presidente Puglia – senza basi tecniche ed economiche, e rischia solo di congelare investimenti e occupazione, l’ipotesi di “riserva fredda” è irricevibile. Soltanto con una Legge speciale il Governo può garantire gli investimenti pubblici e privati in tempi brevi che consentano l’esecuzione dei progetti presentati, per quel nuovo modello di sviluppo di Brindisi fondato su una notevole occupazione nel rispetto della salute e dell’ambiente».