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Ceglie Messapica, Vannacci a “La piazza” ed è già contestazione: «Crea clima di violenza»

Il collettivo femminista “Fluo” contro la presenza del leader di Futuro nazionale alla kermesse. La replica: «Abbiamo diritto a dire la nostra»

Ceglie Messapica, Vannacci a “La piazza” ed è già contestazione: «Crea clima di violenza»

Annunciata la presenza del leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, a “La Piazza”, la kermesse politica estiva in programma a Ceglie Messapica, e scoppia la polemica in città con un botta e risposta che anima il dibattito politico locale, ma che travalica le mura cittadine per farsi caso politico.

Ad accendere la miccia il «Collettivo Fluo», organizzazione femminista intersezionale e antifascista, attiva sul territorio per la diffusione di una cultura della parità, contro gli stereotipi e la violenza di genere. Il Collettivo messapico critica la decisione di invitare l’onorevole Vannacci alla kermesse politica in programma dal 27 al 29 agosto.

La contestazione

Gli attivisti del Collettivo contestano le dichiarazioni rilasciate da Vannacci sul femminicidio. «Le sue dichiarazioni che negano l’esistenza del femminicidio, non sono solo un grave errore culturale e politico: rappresentano una pericolosa disinformazione, offensiva in primis nei confronti delle vittime di femminicidio e delle loro famiglie, in secondo luogo di associazioni, istituzioni e tutte le persone che da decenni s’impegnano per contrastare questo fenomeno» scrivono nella nota di protesta, dove elencano anche alcuni dati: «Nel 2026, si contano attualmente 49 vittime di femminicidio, una ogni 4-5 giorni».

Da qui la critica poltiica a Futuro Nazionale: «Il “patriarcato mediterraneo” sempre proposto nel programma di Futuro Nazionale, oltre a definire il femminicidio “contrario alla giustizia, alla logica, alla Costituzione, al buonsenso e un’offesa all’intelligenza dei giuristi”, mette al centro la figura dell’uomo forte, capace di dominare emozioni e passioni, colui che ha il dovere di proteggere le donne».

Conclude il Collettivo: «Tutti questi termini, insieme ad altre parole usate nel programma, come sovranità, remigrazione, famiglia naturale, quote azzurre, ideologia green, sono usati volutamente per polarizzare, creando un clima di odio, violenza e disuguaglianza. Non abbiamo bisogno di spazi e persone che alimentano odio e intolleranza. Al contrario, abbiamo bisogno di piazze che siano attraversate da messaggi di pace e rispetto, luoghi in cui le persone possano insieme costruire una società basata su libertà, parità, solidarietà e giustizia sociale».

La replica

Alle dichiarazioni del Collettivo replica Adriana Ciciriello, referente locale di Futuro Nazionale. «“La Piazza” si chiama così proprio perché una piazza, per definizione, appartiene a tutti. Alle idee che condividiamo e a quelle che contestiamo. Chi non condivide Roberto Vannacci avrà tutto il diritto di criticarlo. Noi avremo altrettanto diritto di sostenerlo e di spiegare le nostre ragioni. Poi saranno i cittadini, liberamente, a giudicare» afferma Ciciriello che conclude: «Rispettiamo il diritto di chiunque di dissentire, criticare e manifestare le proprie convinzioni. Proprio per questo, però, riteniamo contraddittorio invocare libertà e pluralismo e, contemporaneamente, contestare la scelta di invitare a un dibattito pubblico un rappresentante politico perché portatore di idee non condivise. La democrazia non è un luogo nel quale parlano soltanto coloro che la pensano allo stesso modo. Il pluralismo è semplice: non consiste nel concedere la parola a chi ci somiglia, ma nel riconoscerla anche a chi non la pensa come noi».