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Caio Mussolini in Puglia: «La storia è revisionismo. La violenza non era fascista». I Giovani democratici: «Grave mistificazione» – VIDEO

Non si placano le polemiche dopo la doppia presentazione del libro “Mussolini e il fascismo. L’altra storia” di Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote del duce, che si sono tenute a Orta Nova e, ieri, a Brindisi.

A margine della presentazione del volume nel capoluogo adriatico, Mussolini ha parlato del suo libro come di un volume «di storia e di ricerca storica che cerca di raccontarla in maniera sintetica». Alla domanda relativa alle accuse di revisionismo, il pronipote di Benito Mussolini, ha sottolineato che «la storia è di per sé revisionismo. Io mi considero un completista, non un revisionista. Cerco di vedere la storia nella sua completezza».

Nel corso dell’evento, organizzato dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Cesare Mevoli, Mussolini ha affermato che «la violenza non era fascista» ma, come ha ribadito anche in un’intervista rilasciata all’edizione barese de La Repubblica, «la violenza era di sinistra».

Numerose, prima e durante le presentazioni di Orta Nova e Brindisi, sono state le proteste da parte dell’Anpi, di associazioni, sindacati e movimenti del centrosinistra.

Dopo le parole di Caio Giulio Cesare Mussolini, però, scoppia la bufera. I Giovani democratici della Puglia, in una nota, definiscono «le dichiarazioni di Caio Mussolini sul presunto fascismo “non violento”» come «una mistificazione grave e consapevole. Il regime fascista – ricordano i ragazzi del movimento giovanile del Pd – ha costruito il proprio potere sulla repressione sistematica, sulla soppressione delle libertà politiche, sulle leggi razziali, sull’eliminazione degli oppositori. Negare questa evidenza significa tentare di rendere digeribile la pagina più buia della nostra storia».

Rivolgendosi al sindaco di Brindisi, Pino Marchionna, i Giovani democratici sottolineano che «chi ricopre un incarico istituzionale ha la responsabilità di presidiare i valori costituzionali ed evitare qualsiasi forma di legittimazione, anche indiretta, di narrazioni che ridimensionano la natura autoritaria del fascismo. Sottovalutare il problema equivale ad assumersi una responsabilità politica precisa».

I Giovani democratici pugliesi concludono assicurando che «chi prova a riscrivere la storia o a normalizzare il fascismo troverà una opposizione ferma, nelle istituzioni e nelle piazze. La Puglia non sarà terreno di sdoganamento per nostalgie autoritarie».

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