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«Brindisini sfigati e fratelli poveri», scoppia la bufera sul capo di gabinetto di Emiliano

Polemiche infuocate dopo le dichiarazioni di Giuseppe Catalano, ex capo di gabinetto della Regione Puglia, pronunciate nel corso di un dibattito sull’economia del mare e finite al centro del dibattito pubblico. A far discutere sono state alcune espressioni riferite a Brindisi, definita città di «fratelli poveri» e «sfigati» della Puglia, accompagnate dal riferimento a una…
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Polemiche infuocate dopo le dichiarazioni di Giuseppe Catalano, ex capo di gabinetto della Regione Puglia, pronunciate nel corso di un dibattito sull’economia del mare e finite al centro del dibattito pubblico. A far discutere sono state alcune espressioni riferite a Brindisi, definita città di «fratelli poveri» e «sfigati» della Puglia, accompagnate dal riferimento a una «cinquantina di toccate» per il 2026 nell’ambito dell’intesa tra Autorità portuale e Msc. Parole che hanno innescato una reazione a catena, tra indignazione, richieste di chiarimento e prese di distanza.

Le scuse

A tentare di ricomporre il caso è intervenuto il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna: «Mi ha chiamato Catalano e ha chiarito», ha spiegato. Secondo il primo cittadino, le frasi sarebbero state estrapolate da un discorso più ampio, nel quale si sottolineava la necessità di una maggiore attenzione verso realtà industriali complesse come Brindisi e Taranto. Catalano avrebbe inoltre precisato che il tono era scherzoso, un modo per esprimere vicinanza e attenzione verso territori segnati dalla deindustrializzazione.

Lo stesso Catalano ha affidato a una nota il suo chiarimento: «Si trattava di una battuta autoironica», ha spiegato, sottolineando come il contesto fosse informale e condiviso anche con interlocutori brindisini presenti all’incontro. «Appena ho capito che la frase poteva essere fraintesa mi sono scusato immediatamente con il sindaco», ha aggiunto, ribadendo che il senso del suo intervento era opposto a quello percepito.

Nel merito, l’ex capo di gabinetto ha evidenziato la necessità di rafforzare l’attenzione su Brindisi, alle prese con sfide cruciali come la transizione energetica e industriale: dalla decarbonizzazione della centrale di Cerano alla trasformazione del comparto chimico. «Brindisi è ancora più meritevole di attenzione», ha detto, indicando nell’eolico offshore e in strumenti come il «Just Transition Fund» possibili leve di sviluppo. «Il mio intervento era finalizzato a richiamare più attenzione per Brindisi, non certo a offendere la città».

Le polemiche

Nonostante le spiegazioni, la polemica è esplosa con forza. Tra i cittadini, il sentimento prevalente è di amarezza: «Brindisi merita rispetto e attenzione politica concreta, non stereotipi che umiliano i cittadini», incalza la consigliera regionale Pd, Isabella Lettori, che invita Catalano a maggiore rispetto per un territorio che affronta sfide complesse con impegno quotidiano. Un coro di critiche stridenti si leva anche da esponenti locali, che definiscono le parole «incommentabili» e chiedono attenzione.

Il Movimento 5 Stelle va oltre, leggendo nelle dichiarazioni «il ritratto arrogante di una cultura politica» che per anni avrebbe penalizzato il territorio: «Brindisi non è una città di sfigati, ma una realtà a cui sono state sottratte opportunità e investimenti». Da qui la richiesta di «scuse senza ambiguità» e di una visione strategica all’altezza del potenziale del territorio.

Non manca, infine, l’affondo politico di Scianaro, che attribuisce la responsabilità della situazione alla lunga stagione di governo regionale: «L’unica sfortuna è stata essere governati dal centrosinistra», definendo le parole di Catalano «la cifra di ciò che i pugliesi hanno vissuto in questi anni».

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