La chimica di base è un settore strategico per l’industria italiana, ma il suo futuro appare sempre più incerto. Durante un’interrogazione alla Camera, il Governo non ha fornito rassicurazioni concrete sulla tutela di questa filiera, sollevando preoccupazioni sulle possibili conseguenze economiche e occupazionali.
Secondo il deputato Pd Vinicio Peluffo, «mentre altri Paesi europei si muovono per garantire il futuro della chimica di base, l’Italia sembra andare in modo complice nella direzione opposta». Il riferimento è al piano di Eni-Versalis, che prevede la chiusura di impianti chiave come quelli di Priolo e Brindisi, con un impatto significativo sull’intero comparto produttivo. Peluffo ha chiesto chiarezza, accusando il Governo di non avere una strategia adeguata per difendere un settore di rilevanza strategica.
Un settore in crisi
Il sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Massimo Bitonci, ha ammesso che la chimica di base sta attraversando una fase difficile, colpita da «una forte crisi, per una serie di fattori contingenti e strutturali». Ha inoltre ribadito che il Governo sta lavorando su più livelli per salvaguardare il settore, senza però indicare misure concrete per impedire la chiusura degli impianti.
La preoccupazione è che il piano di dismissione avallato dal Governo possa minare la competitività del settore, aumentando la dipendenza dell’Italia da materie prime importate e facendo lievitare i costi di produzione per migliaia di aziende. «La filiera produttiva nazionale perderebbe un settore strategico, mettendo a repentaglio oltre 200.000 posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto», ha sottolineato Peluffo.
Europa versus Italia
A livello europeo, l’Italia sostiene il Critical Chemicals Act, un’iniziativa volta a preservare le produzioni strategiche della chimica di base attraverso investimenti nella modernizzazione e nella decarbonizzazione degli impianti. Tuttavia, questa posizione sembra contraddire l’approccio adottato a livello nazionale, dove si lascia spazio alla dismissione di impianti fondamentali.
Peluffo chiede al Governo di fare chiarezza: «intende davvero difendere la competitività dell’industria italiana o vuole smantellarla?». La questione è cruciale, perché il destino della chimica di base in Italia non riguarda solo le imprese del settore, ma l’intero sistema produttivo nazionale, che rischia di trovarsi senza una filiera strategica e sempre più esposto alle fluttuazioni del mercato globale.