«La morte di Pietro Zantonini, come tante altre, non è un fatto casuale». Ad affermarlo è il sindacato Cobas del settore vigilanza di Brindisi che ha organizzato un sit-in venerdì 16 gennaio, a partire dalle 9, in piazza Santa Teresa. Un’azione comune per denunciare quanto accaduto al 55enne pugliese che ha perso la vita la notte dell’8 gennaio mentre lavorava in un cantiere dei Giochi di Milano-Cortina.
La morte di Pietro «è il risultato dei tanti ricatti di cui il mondo del lavoro è ormai pieno», aggiunge l’organizzazione sindacale. «Spesso con il silenzio che equivale a una collaborazione di chi all’interno dei luoghi di lavoro dovrebbe sostenere l’applicazione delle leggi, salvo poi successivamente piangere lacrime di coccodrillo in caso di incidenti». Cobas Brindisi sottolinea che «i problemi di sicurezza ci sono in tutto il settore della vigilanza» e ricorda che a Brindisi gli iscritti hanno intrapreso «una lotta nei confronti dell’istituto di vigilanza Rangers Battistolli», ponendo «da un anno all’attenzione della azienda la mancanza di sicurezza all’interno dei campi fotovoltaici, che era completamente insufficiente».
Dopo la richiesta del Cobas di intervento della struttura dello Spesal-Asl, prosegue il sindacato, «si è riusciti a far cambiare il documento di valutazione del rischio nei campi fotovoltaici; addirittura con una convocazione da parte dello stesso Spesal dei rappresentanti lavoratori della sicurezza di tutta Italia e l’azienda per la firma del nuovo documento di valutazione del rischio nei campi fotovoltaici. Ma ciò che sembrava una conquista sulla sicurezza di tutti i lavoratori si è trasformata in un incubo. Non solo non hanno trovato applicazione le nuove regole ma il tutto si è trasformato in una persecuzione, fatta a colpi di provvedimenti disciplinari inesistenti, nei confronti dei nostri iscritti. Il tutto condito da un mancato riconoscimento dell’azienda del Cobas, per leggi che nella realtà sono abbondantemente superate».
Il sindacato ha organizzato il sit-in dopo aver chiesto «nelle settimane scorse un incontro alla Prefettura di Brindisi, con la presenza della azienda, al fine di rappresentare questa difficile situazione e risolverla senza aspettare il morto».
Gli sviluppi
Intanto il pm della Procura della Repubblica di Belluno, Claudio Fabris, ha affidato l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo di Pietro Zantonini al medico legale Andrea Porzionato, docente all’università di Padova. Lo riferisce l’avvocato della famiglia della vittima, Francesco Dragone, del foro di Lecce.
L’esame sarà eseguito entro la settimana. Ad oggi risulta formalmente indagato il legale rappresentante della società a cui era stato appaltato il servizio di sorveglianza dell’area di lavoro e presso la quale Zantonini aveva in essere un contratto a tempo determinato in virtù del quale si era da poco trasferito dalla Puglia al Bellunese.










