Domani sciopero di solidarietà per tutti i lavoratori delle ditte appaltatrici della centrale Enel di Cerano rivolto ad ottenere il reintegro dei tre lavoratori licenziati dalla ditta Colemi. Ad annunciare la protesta è Roberto Aprile del Cobas.
La protesta
«Questo sciopero – dice- deve trovare la solidarietà di tutti i lavoratori di Cerano, per dare la spinta ad Enel ed alla capofila Sea di trovare la soluzione al dramma che stanno vivendo i tre lavoratori. Si tratta di tre operai che fanno parte della platea storica di Cerano, impiegati nel comparto da vent’anni passando da una ditta all’altra. Ed ora pagano scelte di altri, calate dall’altro senza avere alcuna colpa», dice il sindacalista.
L’Enel aveva bloccato le attività lavorative all’interno della centrale di Cerano subito dopo le vicende giudiziarie. Il sindacato Cobas si era mosso immediatamente per trovare una soluzione, incontrando più volte il direttore della centrale ed aveva chiesto ed ottenuto dalla Colemi per i giorni di fermo dei tre lavoratori l’utilizzo di giorni di ferie e di permessi. Lo scopo era quello di aspettare le decisioni dell’Enel su una possibile riabilitazione della Colemi da parte del comitato nazionale etico dell’Enel. Questo percorso, tuttavia, è stato bruscamente interrotto dalla decisione della Colemi di licenziare i tre lavoratori coinvolti. Ora il Cobas chiede col sostegno di tutti i lavoratori della ventrale di Cerano di far tornare al lavoro i tre operai coinvolti.
La vicenda
Circa due settimane fa, Enel ha deciso di sospendere i servizi di manutenzione del verde affidato alla Colemi nella centrale a carbone e l’azienda è passata ai licenziamenti. La decisione di Enel deriva dalle vicende giudiziarie in cui è coinvolto Pietro Guadalupi, proprietario al 50% della Colemi. L’ex presidente del Consiglio comunale brindisino è accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’azienda si occupa di pulizie e manutenzione del verde per Marina militare, aeronautic, agenzia delle dogane, base Onu, Asl e vari comuni del Brindisino. Una delle soluzioni proposte, è creare una nuova cooperativa per eliminare il problema.