Brindisi vive uno dei momenti più delicati della sua storia industriale. La spegnitura definitiva della centrale Enel «Federico II» a Cerano ha chiuso un ciclo di produzione a carbone che per decenni ha garantito energia ma anche inquinamento e dipendenza da un modello ormai superato. Parallelamente, la vertenza del polo chimico tiene banco tra cassa integrazioni, ritardi negli accordi di programma e interrogativi sul futuro di centinaia di lavoratori. Una crisi che ha alimentato tensioni sociali, richieste di bonifiche urgenti e ammortizzatori sociali prolungati, con il sindacato che sollecita la Regione e il Governo per evitare una «desertificazione» occupazionale.
Il progetto Eni
Proprio in questo contesto arriva un segnale positivo e concreto: l’avvio delle procedure operative per il nuovo insediamento di Eni Storage Systems, joint venture tra Eni e Seri Industrial. La presentazione del progetto allo sportello unico della Zes segna l’inizio ufficiale della costruzione di una gigafactory dedicata alle batterie al litio, trasformando il concetto astratto di transizione energetica in un cantiere reale.
Per Brindisi si tratta di un passaggio dal valore immenso, sia simbolico che pratico. Come spiega Francesco Cannalire, segretario cittadino Pd e consigliere comunale, «questo investimento rappresenta il cuore pulsante di una riconversione che evolve la nostra identità di capitale dell’energia e della chimica verso la sostenibilità. Eni mantiene gli impegni, portando tecnologie d’avanguardia nel nostro sito industriale: un segnale di serietà che istituzioni e cittadini attendevano».
I risvolti locali
La gigafactory non sarà solo un impianto per produrre sistemi di accumulo, ma un polo tecnologico per attrarre competenze e generare occupazione qualificata. Cannalire sottolinea l’importanza di coinvolgere le imprese locali e i lavoratori del polo chimico: «Deve essere una boccata d’ossigeno per tutelare i livelli occupazionali esistenti e creare nuove opportunità per i giovani, dando loro una ragione concreta per restare nella propria terra».
Il Pd si impegna a monitorare ogni fase dell’iter amministrativo, auspicando una conclusione rapida. Per Brindisi, questa è la dimostrazione che la transizione può coniugare sviluppo economico e dignità sociale, reinventando il territorio come protagonista delle sfide europee delle rinnovabili.










