Il consigliere di maggioranza di Brindisi, Mario Borromeo (FdI), attacca il Pd perché non ha aderito alla richiesta di convocazione della commissione Ambiente sulle assunzioni stagionali alla Tekonoservice. Il Pd risponde gettando ombre su una gara vinta da una società riconducibile alla figlia dell’ormai ex vicesindaco, nonché coordinatore cittadino di FdI, Massimiliano Oggiano.
Botta e risposta
Tutto inizia dalla nota di Borromeo che chiede pubblicamente al Pd di spiegare ai cittadini la «mancata adesione ad una richiesta che, almeno nelle intenzioni dichiarate, punta a fare chiarezza su una procedura che riguarda l’occupazione». E la risposta dei democratici non si è fatta attendere. Il partito di Schlein, tramite una nota firmata dal capogruppo consiliare Francesco Cannalire, bolla le parole di Borromeo come «illazioni gratuite», chiedendo «la stessa trasparenza a Borromeo, ai suoi parenti e al gruppo di Fratelli d’Italia».
«Vorremmo capire infatti il motivo che spinge parenti prossimi al consigliere a ricercare costantemente un dialogo, puntualmente respinto con forza, con personalità di centrosinistra» scrive Cannalire che, inoltre, chiede all’esponente di centrodestra di «richiedere ogni opportuno approfondimento sui recenti appalti milionari assegnati dal Comune di Brindisi a ditte nate un mese addietro e con un capitale di mille euro». Il riferimento, seppur velato, è alla Carpi Costruzioni. L’azienda ha per socia di minoranza, con il 49% delle quote, la 24enne Camilla Oggiano, figlia dell’ex vicesindaco e attuale coordinatore cittadino di FdI Massimiliano Oggiano mentre, il socio di maggioranza è il venticinquenne Pierpaolo Palazzo, figlio dell’imprenditore, nonché conoscente di Oggiano padre, Rocco Palazzo.
La società si è aggiudicata, tramite regolare gara d’appalto, il restauro dell’ex magazzino superfosfati dello stabilimento Montecatini per 1,7 milioni. Oggiano, raggiunto telefonicamente, preferisce non replicare. Borromeo interviene: «Se il consigliere Cannalire o il Pd sono a conoscenza di fatti concreti, circostanziati e rilevanti – ha detto – abbiano il coraggio di riferirli nelle sedi opportune, assumendosene la responsabilità». Il meloniano aggiunge: «Stupisce il tentativo di spostare il confronto politico sul terreno delle insinuazioni personali, delle allusioni e dei sospetti. Quando mancano argomenti politici solidi, si prova a delegittimare l’interlocutore», dice Borromeo.
