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Brindisi, nuova denuncia per Bobo Aprile dopo il presidio per i braccianti a Cosenza

Nei giorni scorsi gli agenti della Digos gli hanno notificato una denuncia relativa alla manifestazione dello scorso 6 giugno ad Amendolara

Brindisi, nuova denuncia per Bobo Aprile dopo il presidio per i braccianti a Cosenza

Nuova guaio giudiziario per il sindacalista brindisino Roberto “Bobo” Aprile. Nei giorni scorsi gli agenti della Digos gli hanno notificato una denuncia relativa alla manifestazione dello scorso 6 giugno ad Amendolara, nel Cosenzotto, organizzata per commemorare Ullah, Waseem, Amin e Safi: i quattro giovani braccianti arsi vivi pochi giorni prima all’interno di un distributore di carburante sulla Statale 106 Jonica.

Secondo la Questura di Cosenza, l’evento avrebbe dovuto limitarsi a un presidio statico, con spostamenti previsti esclusivamente in auto. Il corteo estemporaneo di circa venti minuti, che ha temporaneamente bloccato il traffico sulla statale, è costato a Aprile l’accusa di aver violato le prescrizioni questorili, reato punibile con sanzioni da 1.000 a 12.000 euro. La replica del segretario del Cobas, resa nota in un comunicato diffuso il 22 luglio, è netta: «Io ho solo preso la parola per ricordare i ragazzi e denunciare la piaga del caporalato, ma non ero tra gli organizzatori della manifestazione». Aprile ha dichiarato di non voler pagare alcuna multa e di essere pronto ad affrontare il processo per impugnare la norma del controverso Decreto Sicurezza, considerata una stretta illegittima sul diritto di manifestazione.

Durante il presidio, il sindacalista brindisino avrebbe anche avuto un vivace scambio di battute con un agente che gli chiedeva di abbassare la bandiera del Cobas. Un ennesimo episodio di scontro istituzionale che apre ufficialmente la nuova battaglia legale e politica del vulcanico leader Cobas.